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Limone femminello Zagara bianca

vaso 22, h. cm. 60/80

Disponibile

30,80 € (Prezzi Iva inclusa)

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
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Nota1: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

Nota2: Rispetto a quanto descritto, l'effettiva epoca di maturazione di tutte le piante da frutto può anticipare o ritardare anche fino a due settimane, a seconda di vari fattori: Luogo, clima, esposizione, etc...

È una mutazione del "Femminello comune", che è la cultivar, conosciuta da epoca remota, più nota e diffusa in Sicilia.
Questa varietà coltivata, molto produttiva, si differenzia dalle altre sia per il colore dei fiori, che sono bianchi, sia per i giovani germogli, che si presentano di colore verde chiaro, simili a quelli dell'arancio, privi cioè della caratteristica colorazione violacea.
La pianta è di medio vigore, con rami a volte muniti di spine, ha foglie ellittiche leggermente all'apice.
Frutto medio, di forma ellittica con la base arrotondata, buccia spessa di color giallo pallido.
Se la temperatura nei mesi invernali si abbassa molto, si riscontra nella pianta una certa tendenza a defogliarsi.

Il limone appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie limon. È un albero molto vigoroso, alto fino a 6 m, con un portamento espanso, i germogli sono di colore violaceo e, una volta lignificati, presentano delle spine; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.
Le foglie sono sempreverdi, effettuano la fotosintesi per 2-3 anni ed in seguito cadono al suolo, alterne, ovate o ellittiche, piccole, inizialmente rosse e verdi scure da adulte sulla pagina superiore, mentre inferiormente sono di color verde chiaro. I fiori emettono un profumo delicato ed hanno i petali bianchi internamente, mentre all’esterno assumono una colorazione rosso-violacea; sono solitari o riuniti in coppie, in entrambi i casi all’ascella della foglia, portati soltanto sui germogli dell’anno. L’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. Il limone è un agrume rifiorente, per cui fiorisce più volte all’anno, le fioriture più importanti sono quelle di inizio primavera e di fine estate, la prima fioritura origina i limoni primofiore e la seconda da luogo ai verdelli, che rispettivamente giungono a maturazione a novembre e l’estate dell’anno successivo.
Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, di media pezzatura, ovoidale, con almeno un’estremità pronunciata, con una buccia di colore verde o giallo pallido, ricca di oli essenziali, liscia o rugosa e tendenzialmente sottile. La polpa, succosa, acida e pigmentata di giallo, è costituita da 8-10 spicchi aderenti tra loro e può contenere alcuni semi (poliembrionici) di colore bianco oppure esserne priva (frutti apireni).

Clima e terreno
Il limone preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto all’arancio dolce e al mandarino è più sensibile ai freddi invernali in quanto ha il legno più tenero, per cui è meglio coltivarlo in zone esenti da improvvisi abbassamenti di temperatura. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 20 a 30 °C, la ripresa vegetativa primaverile avviene con temperature di 12-13 °C, intorno ai 5 °C la pianta entra in quiescenza e, vicino allo zero, la pianta ne risente negativamente; il riposo vegetativo si può avere anche in estate nel caso in cui la temperatura superi i 38°C. Le esposizioni migliori sono i luoghi molto luminosi perché l’emissione di fiori è direttamente proporzionale alla quantità di sole diretto che ricevono, mentre sotto un certo limite la produzione quasi si annulla; è una pianta sensibile alle gelate tardive. Il vento danneggia i giovani impianti, causando estese defogliazioni, la cascola dei fiori e dei frutticini dalle piante adulte; nelle aree soggette a questo fenomeno bisogna predisporre dei filari frangivento lungo tutto l’impianto. Il limone predilige i terreni sciolti, di medio impasto, profondi, fertili, ben drenati, moderatamente calcarei e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli eccessivamente argillosi e compatti in quanto soggetti ai ristagni idrici, troppo calcarei e quelli salini. È una specie originaria della Cina e dell’India, e coltivata in America centrale e meridionale, negli Stati Uniti, in Turchia, in Sudafrica e nel bacino del Mediterraneo; nel nostro paese è diffuso soprattutto in Sicilia, in Calabria ed in Campania.

Forme di allevamento e potatura
Il momento migliore per mettere a dimora le piantine di limone è la primavera. Le distanze d’impianto variano in base alla vigoria del portainnesto, nel caso dell’arancio amaro i sesti sono di 4-5 X 4-5 m, mentre col limone volkameriano sono 6 X 6 m, con densità d’impianto variabili tra 300 e 600 piante/ha. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena che facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura del limone si effettua in estate, a metà luglio, perché nel periodo invernale è in piena fioritura. I rami vigorosi, caratterizzati da un portamento eretto, innalzano la vegetazione, per cui alcuni vanno diradati ed altri raccorciati. Gli interventi di potatura consistono nell’eliminare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La raccolta si esegue in almeno sei soluzioni, una volta che i frutti virano dal verde al giallo; le produzioni si aggirano intorno a 200-300 q/ha all’anno.

Parassiti
Il limone è una pianta molto esposta agli attacchi dei parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa. Per contrastare il fungo è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. I parassiti animali sono molto attratti dalla sottile buccia del limone, i più diffusi sono le cocciniglie, provocano un disseccamento dei rametti e delle foglie, una cascola o deprezzamento dei frutti ed un generale deperimento della pianta, la tignola della zagara, le cui larve causano la colatura dei fiori, gli acari ragnetto rosso e acaro delle meraviglie, quest’ultimo provoca accecamento delle gemme, un affastellamento dei rami ed una malformazione dei frutti. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili; inoltre con la potatura vanno asportati i rami infetti e bisogna eseguire concimazioni equilibrate, non esagerando con l’azoto.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/limone.asp

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È una mutazione del "Femminello comune", che è la cultivar, conosciuta da epoca remota, più nota e diffusa in Sicilia.
Questa varietà coltivata, molto produttiva, si differenzia dalle altre sia per il colore dei fiori, che sono bianchi, sia per i giovani germogli, che si presentano di colore verde chiaro, simili a quelli dell'arancio, privi cioè della caratteristica colorazione violacea.
La pianta è di medio vigore, con rami a volte muniti di spine, ha foglie ellittiche leggermente all'apice.
Frutto medio, di forma ellittica con la base arrotondata, buccia spessa di color giallo pallido.
Se la temperatura nei mesi invernali si abbassa molto, si riscontra nella pianta una certa tendenza a defogliarsi.

Il limone appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie limon. È un albero molto vigoroso, alto fino a 6 m, con un portamento espanso, i germogli sono di colore violaceo e, una volta lignificati, presentano delle spine; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.
Le foglie sono sempreverdi, effettuano la fotosintesi per 2-3 anni ed in seguito cadono al suolo, alterne, ovate o ellittiche, piccole, inizialmente rosse e verdi scure da adulte sulla pagina superiore, mentre inferiormente sono di color verde chiaro. I fiori emettono un profumo delicato ed hanno i petali bianchi internamente, mentre all’esterno assumono una colorazione rosso-violacea; sono solitari o riuniti in coppie, in entrambi i casi all’ascella della foglia, portati soltanto sui germogli dell’anno. L’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. Il limone è un agrume rifiorente, per cui fiorisce più volte all’anno, le fioriture più importanti sono quelle di inizio primavera e di fine estate, la prima fioritura origina i limoni primofiore e la seconda da luogo ai verdelli, che rispettivamente giungono a maturazione a novembre e l’estate dell’anno successivo.
Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, di media pezzatura, ovoidale, con almeno un’estremità pronunciata, con una buccia di colore verde o giallo pallido, ricca di oli essenziali, liscia o rugosa e tendenzialmente sottile. La polpa, succosa, acida e pigmentata di giallo, è costituita da 8-10 spicchi aderenti tra loro e può contenere alcuni semi (poliembrionici) di colore bianco oppure esserne priva (frutti apireni).

Clima e terreno
Il limone preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto all’arancio dolce e al mandarino è più sensibile ai freddi invernali in quanto ha il legno più tenero, per cui è meglio coltivarlo in zone esenti da improvvisi abbassamenti di temperatura. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 20 a 30 °C, la ripresa vegetativa primaverile avviene con temperature di 12-13 °C, intorno ai 5 °C la pianta entra in quiescenza e, vicino allo zero, la pianta ne risente negativamente; il riposo vegetativo si può avere anche in estate nel caso in cui la temperatura superi i 38°C. Le esposizioni migliori sono i luoghi molto luminosi perché l’emissione di fiori è direttamente proporzionale alla quantità di sole diretto che ricevono, mentre sotto un certo limite la produzione quasi si annulla; è una pianta sensibile alle gelate tardive. Il vento danneggia i giovani impianti, causando estese defogliazioni, la cascola dei fiori e dei frutticini dalle piante adulte; nelle aree soggette a questo fenomeno bisogna predisporre dei filari frangivento lungo tutto l’impianto. Il limone predilige i terreni sciolti, di medio impasto, profondi, fertili, ben drenati, moderatamente calcarei e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli eccessivamente argillosi e compatti in quanto soggetti ai ristagni idrici, troppo calcarei e quelli salini. È una specie originaria della Cina e dell’India, e coltivata in America centrale e meridionale, negli Stati Uniti, in Turchia, in Sudafrica e nel bacino del Mediterraneo; nel nostro paese è diffuso soprattutto in Sicilia, in Calabria ed in Campania.

Forme di allevamento e potatura
Il momento migliore per mettere a dimora le piantine di limone è la primavera. Le distanze d’impianto variano in base alla vigoria del portainnesto, nel caso dell’arancio amaro i sesti sono di 4-5 X 4-5 m, mentre col limone volkameriano sono 6 X 6 m, con densità d’impianto variabili tra 300 e 600 piante/ha. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena che facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura del limone si effettua in estate, a metà luglio, perché nel periodo invernale è in piena fioritura. I rami vigorosi, caratterizzati da un portamento eretto, innalzano la vegetazione, per cui alcuni vanno diradati ed altri raccorciati. Gli interventi di potatura consistono nell’eliminare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La raccolta si esegue in almeno sei soluzioni, una volta che i frutti virano dal verde al giallo; le produzioni si aggirano intorno a 200-300 q/ha all’anno.

Parassiti
Il limone è una pianta molto esposta agli attacchi dei parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa. Per contrastare il fungo è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. I parassiti animali sono molto attratti dalla sottile buccia del limone, i più diffusi sono le cocciniglie, provocano un disseccamento dei rametti e delle foglie, una cascola o deprezzamento dei frutti ed un generale deperimento della pianta, la tignola della zagara, le cui larve causano la colatura dei fiori, gli acari ragnetto rosso e acaro delle meraviglie, quest’ultimo provoca accecamento delle gemme, un affastellamento dei rami ed una malformazione dei frutti. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili; inoltre con la potatura vanno asportati i rami infetti e bisogna eseguire concimazioni equilibrate, non esagerando con l’azoto.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/limone.asp

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