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Limone lunario "Quattro stagioni"

vaso 22, h. cm. 60/80

Disponibile

28,60 € (Prezzi Iva inclusa)

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
Scarica la nostra guida, ricca di consigli per la messa a dimora e gestione degli alberi da frutta!

Nella monografia del 1899 di Vincenzo Riccobono, capo giardiniere dell'Orto Botanico di Palermo, si legge: «Questa nuova varietà merita di essere coltivata su larga scala da tutti i proprietari di agrumeti, semplicemente per l'abbondanza dei frutti e per la continuata fioritura che avviene mensilmente. Da ciò la dicitura del volgo, Lumiuni lunariu».
Di questo limone sappiamo che era conosciuto nel XIX sec. e che viene chiamato sia "Lunario", perché nelle zone di origine fiorisce ad ogni luna nuova, che 'limone delle quattro stagioni' per avere i frutti sulla pianta in ogni periodo dell'anno.
È una pianta vigorosa, molto produttiva, rifiorente, come il "Femminello comune" produce contemporaneamente fiori e frutti tutto l'anno.
Ha foglie ellittiche, con apice acuto di color verde intenso, bocci di colore violaceo, disposti a gruppi e singoli.
I frutti sono di forma allungata, con collo pronunciato nella zona peduncolare e apice provvisto di umbone. Hanno epicarpo sottile, la polpa è succosa, di scarsa acidità e con pochi semi.
A differenza del limone "Fiorentina" questa cultivar raggiunge la piena produttività solo da adulta.

Il limone appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie limon. È un albero molto vigoroso, alto fino a 6 m, con un portamento espanso, i germogli sono di colore violaceo e, una volta lignificati, presentano delle spine; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.
Le foglie sono sempreverdi, effettuano la fotosintesi per 2-3 anni ed in seguito cadono al suolo, alterne, ovate o ellittiche, piccole, inizialmente rosse e verdi scure da adulte sulla pagina superiore, mentre inferiormente sono di color verde chiaro. I fiori emettono un profumo delicato ed hanno i petali bianchi internamente, mentre all’esterno assumono una colorazione rosso-violacea; sono solitari o riuniti in coppie, in entrambi i casi all’ascella della foglia, portati soltanto sui germogli dell’anno. L’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. Il limone è un agrume rifiorente, per cui fiorisce più volte all’anno, le fioriture più importanti sono quelle di inizio primavera e di fine estate, la prima fioritura origina i limoni primofiore e la seconda da luogo ai verdelli, che rispettivamente giungono a maturazione a novembre e l’estate dell’anno successivo.
Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, di media pezzatura, ovoidale, con almeno un’estremità pronunciata, con una buccia di colore verde o giallo pallido, ricca di oli essenziali, liscia o rugosa e tendenzialmente sottile. La polpa, succosa, acida e pigmentata di giallo, è costituita da 8-10 spicchi aderenti tra loro e può contenere alcuni semi (poliembrionici) di colore bianco oppure esserne priva (frutti apireni).

Clima e terreno
Il limone preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto all’arancio dolce e al mandarino è più sensibile ai freddi invernali in quanto ha il legno più tenero, per cui è meglio coltivarlo in zone esenti da improvvisi abbassamenti di temperatura. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 20 a 30 °C, la ripresa vegetativa primaverile avviene con temperature di 12-13 °C, intorno ai 5 °C la pianta entra in quiescenza e, vicino allo zero, la pianta ne risente negativamente; il riposo vegetativo si può avere anche in estate nel caso in cui la temperatura superi i 38°C. Le esposizioni migliori sono i luoghi molto luminosi perché l’emissione di fiori è direttamente proporzionale alla quantità di sole diretto che ricevono, mentre sotto un certo limite la produzione quasi si annulla; è una pianta sensibile alle gelate tardive. Il vento danneggia i giovani impianti, causando estese defogliazioni, la cascola dei fiori e dei frutticini dalle piante adulte; nelle aree soggette a questo fenomeno bisogna predisporre dei filari frangivento lungo tutto l’impianto. Il limone predilige i terreni sciolti, di medio impasto, profondi, fertili, ben drenati, moderatamente calcarei e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli eccessivamente argillosi e compatti in quanto soggetti ai ristagni idrici, troppo calcarei e quelli salini. È una specie originaria della Cina e dell’India, e coltivata in America centrale e meridionale, negli Stati Uniti, in Turchia, in Sudafrica e nel bacino del Mediterraneo; nel nostro paese è diffuso soprattutto in Sicilia, in Calabria ed in Campania.

Forme di allevamento e potatura
Il momento migliore per mettere a dimora le piantine di limone è la primavera. Le distanze d’impianto variano in base alla vigoria del portainnesto, nel caso dell’arancio amaro i sesti sono di 4-5 X 4-5 m, mentre col limone volkameriano sono 6 X 6 m, con densità d’impianto variabili tra 300 e 600 piante/ha. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena che facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura del limone si effettua in estate, a metà luglio, perché nel periodo invernale è in piena fioritura. I rami vigorosi, caratterizzati da un portamento eretto, innalzano la vegetazione, per cui alcuni vanno diradati ed altri raccorciati. Gli interventi di potatura consistono nell’eliminare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La raccolta si esegue in almeno sei soluzioni, una volta che i frutti virano dal verde al giallo; le produzioni si aggirano intorno a 200-300 q/ha all’anno.

Parassiti
Il limone è una pianta molto esposta agli attacchi dei parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa. Per contrastare il fungo è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. I parassiti animali sono molto attratti dalla sottile buccia del limone, i più diffusi sono le cocciniglie, provocano un disseccamento dei rametti e delle foglie, una cascola o deprezzamento dei frutti ed un generale deperimento della pianta, la tignola della zagara, le cui larve causano la colatura dei fiori, gli acari ragnetto rosso e acaro delle meraviglie, quest’ultimo provoca accecamento delle gemme, un affastellamento dei rami ed una malformazione dei frutti. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili; inoltre con la potatura vanno asportati i rami infetti e bisogna eseguire concimazioni equilibrate, non esagerando con l’azoto.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/limone.asp

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Nella monografia del 1899 di Vincenzo Riccobono, capo giardiniere dell'Orto Botanico di Palermo, si legge: «Questa nuova varietà merita di essere coltivata su larga scala da tutti i proprietari di agrumeti, semplicemente per l'abbondanza dei frutti e per la continuata fioritura che avviene mensilmente. Da ciò la dicitura del volgo, Lumiuni lunariu».
Di questo limone sappiamo che era conosciuto nel XIX sec. e che viene chiamato sia "Lunario", perché nelle zone di origine fiorisce ad ogni luna nuova, che 'limone delle quattro stagioni' per avere i frutti sulla pianta in ogni periodo dell'anno.
È una pianta vigorosa, molto produttiva, rifiorente, come il "Femminello comune" produce contemporaneamente fiori e frutti tutto l'anno.
Ha foglie ellittiche, con apice acuto di color verde intenso, bocci di colore violaceo, disposti a gruppi e singoli.
I frutti sono di forma allungata, con collo pronunciato nella zona peduncolare e apice provvisto di umbone. Hanno epicarpo sottile, la polpa è succosa, di scarsa acidità e con pochi semi.
A differenza del limone "Fiorentina" questa cultivar raggiunge la piena produttività solo da adulta.

Il limone appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie limon. È un albero molto vigoroso, alto fino a 6 m, con un portamento espanso, i germogli sono di colore violaceo e, una volta lignificati, presentano delle spine; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.
Le foglie sono sempreverdi, effettuano la fotosintesi per 2-3 anni ed in seguito cadono al suolo, alterne, ovate o ellittiche, piccole, inizialmente rosse e verdi scure da adulte sulla pagina superiore, mentre inferiormente sono di color verde chiaro. I fiori emettono un profumo delicato ed hanno i petali bianchi internamente, mentre all’esterno assumono una colorazione rosso-violacea; sono solitari o riuniti in coppie, in entrambi i casi all’ascella della foglia, portati soltanto sui germogli dell’anno. L’impollinazione è entomofila, operata dalle api e da altri insetti pronubi. Il limone è un agrume rifiorente, per cui fiorisce più volte all’anno, le fioriture più importanti sono quelle di inizio primavera e di fine estate, la prima fioritura origina i limoni primofiore e la seconda da luogo ai verdelli, che rispettivamente giungono a maturazione a novembre e l’estate dell’anno successivo.
Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, di media pezzatura, ovoidale, con almeno un’estremità pronunciata, con una buccia di colore verde o giallo pallido, ricca di oli essenziali, liscia o rugosa e tendenzialmente sottile. La polpa, succosa, acida e pigmentata di giallo, è costituita da 8-10 spicchi aderenti tra loro e può contenere alcuni semi (poliembrionici) di colore bianco oppure esserne priva (frutti apireni).

Clima e terreno
Il limone preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto all’arancio dolce e al mandarino è più sensibile ai freddi invernali in quanto ha il legno più tenero, per cui è meglio coltivarlo in zone esenti da improvvisi abbassamenti di temperatura. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 20 a 30 °C, la ripresa vegetativa primaverile avviene con temperature di 12-13 °C, intorno ai 5 °C la pianta entra in quiescenza e, vicino allo zero, la pianta ne risente negativamente; il riposo vegetativo si può avere anche in estate nel caso in cui la temperatura superi i 38°C. Le esposizioni migliori sono i luoghi molto luminosi perché l’emissione di fiori è direttamente proporzionale alla quantità di sole diretto che ricevono, mentre sotto un certo limite la produzione quasi si annulla; è una pianta sensibile alle gelate tardive. Il vento danneggia i giovani impianti, causando estese defogliazioni, la cascola dei fiori e dei frutticini dalle piante adulte; nelle aree soggette a questo fenomeno bisogna predisporre dei filari frangivento lungo tutto l’impianto. Il limone predilige i terreni sciolti, di medio impasto, profondi, fertili, ben drenati, moderatamente calcarei e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli eccessivamente argillosi e compatti in quanto soggetti ai ristagni idrici, troppo calcarei e quelli salini. È una specie originaria della Cina e dell’India, e coltivata in America centrale e meridionale, negli Stati Uniti, in Turchia, in Sudafrica e nel bacino del Mediterraneo; nel nostro paese è diffuso soprattutto in Sicilia, in Calabria ed in Campania.

Forme di allevamento e potatura
Il momento migliore per mettere a dimora le piantine di limone è la primavera. Le distanze d’impianto variano in base alla vigoria del portainnesto, nel caso dell’arancio amaro i sesti sono di 4-5 X 4-5 m, mentre col limone volkameriano sono 6 X 6 m, con densità d’impianto variabili tra 300 e 600 piante/ha. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena che facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura del limone si effettua in estate, a metà luglio, perché nel periodo invernale è in piena fioritura. I rami vigorosi, caratterizzati da un portamento eretto, innalzano la vegetazione, per cui alcuni vanno diradati ed altri raccorciati. Gli interventi di potatura consistono nell’eliminare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La raccolta si esegue in almeno sei soluzioni, una volta che i frutti virano dal verde al giallo; le produzioni si aggirano intorno a 200-300 q/ha all’anno.

Parassiti
Il limone è una pianta molto esposta agli attacchi dei parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa. Per contrastare il fungo è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. I parassiti animali sono molto attratti dalla sottile buccia del limone, i più diffusi sono le cocciniglie, provocano un disseccamento dei rametti e delle foglie, una cascola o deprezzamento dei frutti ed un generale deperimento della pianta, la tignola della zagara, le cui larve causano la colatura dei fiori, gli acari ragnetto rosso e acaro delle meraviglie, quest’ultimo provoca accecamento delle gemme, un affastellamento dei rami ed una malformazione dei frutti. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili; inoltre con la potatura vanno asportati i rami infetti e bisogna eseguire concimazioni equilibrate, non esagerando con l’azoto.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/limone.asp

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