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Mapo (Citrus x tangelo)

vaso 22, h. cm. 60/80

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30,80 € (Prezzi Iva inclusa)

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
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Nota: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

Il mapo appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie tangelo; si tratta di un ibrido ottenuto incrociando il mandarino Tangerino ed il pompelmo Duncan. È un albero vigoroso a rapida crescita, alto fino a 12 m, con una chioma globosa ed espansa che può essere larga fino a 9 m; soltanto i rami vigorosi sono spinescenti, mentre quelli più deboli assumono un portamento pendulo. Le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, grandi, lineari, di colore verde scuro, lucenti e con apice appuntito. I fiori sono bianchi, singoli o riuniti in gruppi e profumati, infatti sono molto attratti dalle api e da altri insetti pronubi, che producono il miele; la fioritura avviene a fine inverno-inizio primavera. È una specie autosterile, per cui necessita di altre piante di Citrus come impollinatori; il mapo è soggetto al fenomeno dell’alternanza di produzione.

Frutti
Il frutto è una bacca di grossa pezzatura (pesano 130-190 g), più piccola del pompelmo, detta anche esperidio, globosa o piriforme, con una protuberanza all’estremità superiore, con una buccia liscia, sottile, che si stacca facilmente dall’endocarpo e di color verde intenso anche a maturazione. L’endocarpo è suddiviso in diversi spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa molto succosa, giallo-arancione, profumata e gradevolmente acida con qualche nota di mandarino. Il numero di semi è variabile.

Clima e terreno
Il mapo, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, gli ambienti migliori sono caratterizzati da inverni asciutti e miti e da estati fresche; in termini di resistenza al freddo è inferiore al mandarino, teme le gelate tardive. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 20 a 28 °C, mentre il riposo invernale comincia con temperature inferiori ai 7°C, i valori termici inferiori allo zero possono provocare danni gravi alla pianta. L’albero preferisce gli ambienti in pieno sole e parzialmente luminosi, ma, se non sono riparati dai venti, bisogna costituire delle barriere frangivento. In fatto di terreno il mapo è adattabile, vegeta bene sui suoli sabbiosi poveri e moderatamente calcarei, però preferisce i terreni sciolti, di medio impasto, fertili, con un buon contenuto di sostanza organica e ben drenati, mentre rifugge quelli compatti e troppo calcarei, in quanto sensibile ai ristagni idrici ed al fenomeno della clorosi ferrica, i microelementi come il ferro vengono insolubilizzati dal calcare presente nel terreno. L’ibrido è stato ottenuto negli Stati Uniti a fine ‘800; la sua coltivazione è praticata prevalentemente in Florida e California, in Italia sono presenti pochi ettari in Calabria e Sicilia.

Tecniche di coltivazione
I sesti d’impianto sono ampi perché la chioma è piuttosto espansa e necessita di illuminazione, le distanze sono maggiori nel caso del portainnesto franco rispetto all’arancio amaro. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. Gli interventi di potatura, effettuati annualmente per attenuare l’alternanza di produzione, consistono nel diradare alcuni rami misti per favorire una miglior circolazione d’aria, i succhioni alla base delle branche principali, i rami secchi e deperiti.
La concimazione viene effettuata in inverno con fosforo e potassio, alla ripresa vegetativa con l’azoto; nel caso di carenze di microelementi si può ricorrere alla concimazione fogliare. Il mapo sopporta moderatamente la siccità, però necessita di ripetute irrigazioni se si vogliono ottenere produzioni abbondanti e di qualità. La raccolta si effettua manualmente da ottobre a gennaio; i frutti sono destinati al consumo fresco, ma prevalentemente alla produzione di succhi, marmellate e liquori. La pianta può essere soggetta ad attacchi di alcuni parassiti.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/mapo.asp

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Mapo (Citrus x tangelo) http://www.vivaigabbianelli.it/1474-large/mapo-citrus-x-tangelo.jpg

Il mapo appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie tangelo; si tratta di un ibrido ottenuto incrociando il mandarino Tangerino ed il pompelmo Duncan. È un albero vigoroso a rapida crescita, alto fino a 12 m, con una chioma globosa ed espansa che può essere larga fino a 9 m; soltanto i rami vigorosi sono spinescenti, mentre quelli più deboli assumono un portamento pendulo. Le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, grandi, lineari, di colore verde scuro, lucenti e con apice appuntito. I fiori sono bianchi, singoli o riuniti in gruppi e profumati, infatti sono molto attratti dalle api e da altri insetti pronubi, che producono il miele; la fioritura avviene a fine inverno-inizio primavera. È una specie autosterile, per cui necessita di altre piante di Citrus come impollinatori; il mapo è soggetto al fenomeno dell’alternanza di produzione.

Frutti
Il frutto è una bacca di grossa pezzatura (pesano 130-190 g), più piccola del pompelmo, detta anche esperidio, globosa o piriforme, con una protuberanza all’estremità superiore, con una buccia liscia, sottile, che si stacca facilmente dall’endocarpo e di color verde intenso anche a maturazione. L’endocarpo è suddiviso in diversi spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa molto succosa, giallo-arancione, profumata e gradevolmente acida con qualche nota di mandarino. Il numero di semi è variabile.

Clima e terreno
Il mapo, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, gli ambienti migliori sono caratterizzati da inverni asciutti e miti e da estati fresche; in termini di resistenza al freddo è inferiore al mandarino, teme le gelate tardive. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 20 a 28 °C, mentre il riposo invernale comincia con temperature inferiori ai 7°C, i valori termici inferiori allo zero possono provocare danni gravi alla pianta. L’albero preferisce gli ambienti in pieno sole e parzialmente luminosi, ma, se non sono riparati dai venti, bisogna costituire delle barriere frangivento. In fatto di terreno il mapo è adattabile, vegeta bene sui suoli sabbiosi poveri e moderatamente calcarei, però preferisce i terreni sciolti, di medio impasto, fertili, con un buon contenuto di sostanza organica e ben drenati, mentre rifugge quelli compatti e troppo calcarei, in quanto sensibile ai ristagni idrici ed al fenomeno della clorosi ferrica, i microelementi come il ferro vengono insolubilizzati dal calcare presente nel terreno. L’ibrido è stato ottenuto negli Stati Uniti a fine ‘800; la sua coltivazione è praticata prevalentemente in Florida e California, in Italia sono presenti pochi ettari in Calabria e Sicilia.

Tecniche di coltivazione
I sesti d’impianto sono ampi perché la chioma è piuttosto espansa e necessita di illuminazione, le distanze sono maggiori nel caso del portainnesto franco rispetto all’arancio amaro. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. Gli interventi di potatura, effettuati annualmente per attenuare l’alternanza di produzione, consistono nel diradare alcuni rami misti per favorire una miglior circolazione d’aria, i succhioni alla base delle branche principali, i rami secchi e deperiti.
La concimazione viene effettuata in inverno con fosforo e potassio, alla ripresa vegetativa con l’azoto; nel caso di carenze di microelementi si può ricorrere alla concimazione fogliare. Il mapo sopporta moderatamente la siccità, però necessita di ripetute irrigazioni se si vogliono ottenere produzioni abbondanti e di qualità. La raccolta si effettua manualmente da ottobre a gennaio; i frutti sono destinati al consumo fresco, ma prevalentemente alla produzione di succhi, marmellate e liquori. La pianta può essere soggetta ad attacchi di alcuni parassiti.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/mapo.asp

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