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Arancio Amaro (Citrus aurantium)

in fitocella, h. cm. 100/120

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23,10 € (Prezzi Iva inclusa)


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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
Scarica la nostra guida, ricca di consigli per la messa a dimora e gestione degli alberi da frutta!
Nota: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

Originario della Cina, si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo per opera degli Arabi, nel X secolo.
Fu introdotto in Italia nell'XI sec., probabilmente dai Crociati, proveniente dalla zona della Palestina.
È una pianta molto vigorosa, spinescente, dal portamento assurgente.
Ha foglie molto belle di colore verde intenso con picciolo alato tipico di tutte le cultivar di arancio amaro.
Grazie alla sua estrema rusticità, nei climi non particolarmente rigidi può resistere all'aperto anche senza l'ausilio di particolari coperture.
Fiorisce principalmente nel periodo primaverile, ha fiori bianchi, dal profumo intenso, simili a quelli dell'arancio dolce.
I frutti sferici, leggermente depressi ai poli, hanno la buccia piuttosto rugosa e la polpa di sapore acido-amarognolo; raggiungono una colorazione arancione intenso verso la fine dell'autunno, persistendo tuttavia sulla pianta anche molti mesi dopo la maturazione.
È ancora oggi utilizzato per la preparazione delle marmellate.
L'arancio amaro può essere usato anche come portainnesto ed è possibile riprodurlo da seme.

L’arancio amaro, o melangolo, appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie aurantium. È un albero di modeste dimensioni, in grado di raggiungere un’altezza di 10 m, con una chioma densa e tondeggiante. I rami più vigorosi presentano delle lunghe spine all’ascella della foglia, le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, coriacee, di colore verde intenso e lucido, ovate e appuntite all'apice, nettamente riconoscibili perché hanno la caratteristica di avvolgere ad ala il picciolo che le collega ai rami. I fiori sono ermafroditi, con cinque petali bianchi, solitari o più spesso riuniti in mazzetti agli apici dei rami e, come le foglie, presentano un profumo molto intenso e sono ricchi di oli essenziali. La differenziazione delle gemme a fiore avviene a novembre-dicembre e si evidenzia da metà dicembre a metà gennaio; l’arancio amaro fiorisce a primavera, nei mesi di marzo ed aprile, sui rami misti di un anno o, in misura minore, sui germogli.

Frutti
Il frutto è una bacca di media pezzatura, detta anche esperidio, più o meno globosa, ruvida, con un epicarpo coriaceo, arancione o rossastro ed un mesocarpo bianco, membranoso e spugnoso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. L’endocarpo è suddiviso in 8-12 spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa, molto amara, ed i semi. Quest’ultimi sono biancastri, ovoidali e contengono più embrioni, però uno solo deriva dalla fecondazione, mentre gli altri sono partenocarpici.

Clima e terreno
L’arancio amaro, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi, l’ambiente ideale è il bacino del Mediterraneo; rispetto all’arancio dolce ha una maggior resistenza al freddo. Le temperature inferiori allo zero possono danneggiare la produzione dell’anno, valori di – 10 °C provocano la morte della pianta; le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C, mentre al di sopra dei 40 °C si verificano danni da alte temperature. La pianta teme i forti venti, soprattutto quelli salsi, per cui in zone soggette a questi fenomeni è necessario adottare delle barriere frangivento, che si effettuano generalmente con cipressi o eucalipti; le esposizioni migliori sono gli ambienti molto luminosi, tollera anche il sole diretto. In fatto di terreno l’arancio amaro, tra gli agrumi, è la specie più adattabile, infatti cresce bene anche su suoli moderatamente calcarei, salini e contenenti il 35 % di argilla o il 40 % di limo, tenendo conto che i terreni ideali per la coltivazione degli agrumi contengono meno del 20 % sia di uno che dell’altro; soffre i suoli troppo compatti. Il melangolo è originario della Cina, ed è stato portato in Europa ed in Italia dagli Arabi.

Varietà e propagazione
Tra le numerose cultivar si ricordano la Bizzarria, con esperidi di colore giallo, arancione e verde, la Caniculata, con bacche appiattite arancioni, la Salicefolia, con foglie strette e lunghe, e la Corniculata, con frutti a buccia ruvida. L’arancio amaro si moltiplica per seme, per innesto, per margotta, per talea e per propaggine. Dai semi monoembrionici si ottengono piantine disformi, mentre da quelli poliembrionici si sviluppano semenzali omogenei grazie al fenomeno dell’apomissia. La scelta di metodi di propagazione vegetativa permette di anticipare la messa a frutto.

Tecniche di coltivazione
Il melangolo viene impiegato prevalentemente come portainnesto di tutti gli agrumi perché è una specie molto rustica, mentre la sua coltivazione avviene solo su superfici ristrette allo scopo di utilizzarne la scorza per i canditi in pasticceria, per la preparazione di marmellate e di liquori.
La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra, i sesti d’impianto sono di 5 X 5 m. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. Gli interventi di potatura, effettuati prima della fioritura, consistono nel diradare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La concimazione consiste nel somministrare concimi complessi contenenti azoto a lento rilascio, fosforo e potassio a fine inverno. Il fabbisogno idrico dell’arancio amaro si aggira intorno ai 1200 mm annui, durante l’estate bisogna intervenire con l’irrigazione la mattina presto o la sera, eventuali eccessi idrici possono provocare l’asfissia radicale. I frutti arrivano a maturazione nell'autunno o nell'inverno successivo, in alcuni casi i frutti dell'anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva.

Arancio amaro - Citrus aurantium : Parassiti
Rispetto agli altri agrumi è meno soggetto ad attacchi di parassiti in quanto è una pianta rustica, comunque è sensibile al virus della tristezza degli agrumi ed al Mal secco, fungo che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa; in quest’ultimo caso è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame.

Scheda tecnica tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/arancio-amaro.asp

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Arancio Amaro (Citrus aurantium) http://www.vivaigabbianelli.it/1748-large/arancio-amaro-citrus-aurantium.jpg

Originario della Cina, si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo per opera degli Arabi, nel X secolo.
Fu introdotto in Italia nell'XI sec., probabilmente dai Crociati, proveniente dalla zona della Palestina.
È una pianta molto vigorosa, spinescente, dal portamento assurgente.
Ha foglie molto belle di colore verde intenso con picciolo alato tipico di tutte le cultivar di arancio amaro.
Grazie alla sua estrema rusticità, nei climi non particolarmente rigidi può resistere all'aperto anche senza l'ausilio di particolari coperture.
Fiorisce principalmente nel periodo primaverile, ha fiori bianchi, dal profumo intenso, simili a quelli dell'arancio dolce.
I frutti sferici, leggermente depressi ai poli, hanno la buccia piuttosto rugosa e la polpa di sapore acido-amarognolo; raggiungono una colorazione arancione intenso verso la fine dell'autunno, persistendo tuttavia sulla pianta anche molti mesi dopo la maturazione.
È ancora oggi utilizzato per la preparazione delle marmellate.
L'arancio amaro può essere usato anche come portainnesto ed è possibile riprodurlo da seme.

L’arancio amaro, o melangolo, appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie aurantium. È un albero di modeste dimensioni, in grado di raggiungere un’altezza di 10 m, con una chioma densa e tondeggiante. I rami più vigorosi presentano delle lunghe spine all’ascella della foglia, le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, coriacee, di colore verde intenso e lucido, ovate e appuntite all'apice, nettamente riconoscibili perché hanno la caratteristica di avvolgere ad ala il picciolo che le collega ai rami. I fiori sono ermafroditi, con cinque petali bianchi, solitari o più spesso riuniti in mazzetti agli apici dei rami e, come le foglie, presentano un profumo molto intenso e sono ricchi di oli essenziali. La differenziazione delle gemme a fiore avviene a novembre-dicembre e si evidenzia da metà dicembre a metà gennaio; l’arancio amaro fiorisce a primavera, nei mesi di marzo ed aprile, sui rami misti di un anno o, in misura minore, sui germogli.

Frutti
Il frutto è una bacca di media pezzatura, detta anche esperidio, più o meno globosa, ruvida, con un epicarpo coriaceo, arancione o rossastro ed un mesocarpo bianco, membranoso e spugnoso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. L’endocarpo è suddiviso in 8-12 spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa, molto amara, ed i semi. Quest’ultimi sono biancastri, ovoidali e contengono più embrioni, però uno solo deriva dalla fecondazione, mentre gli altri sono partenocarpici.

Clima e terreno
L’arancio amaro, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi, l’ambiente ideale è il bacino del Mediterraneo; rispetto all’arancio dolce ha una maggior resistenza al freddo. Le temperature inferiori allo zero possono danneggiare la produzione dell’anno, valori di – 10 °C provocano la morte della pianta; le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C, mentre al di sopra dei 40 °C si verificano danni da alte temperature. La pianta teme i forti venti, soprattutto quelli salsi, per cui in zone soggette a questi fenomeni è necessario adottare delle barriere frangivento, che si effettuano generalmente con cipressi o eucalipti; le esposizioni migliori sono gli ambienti molto luminosi, tollera anche il sole diretto. In fatto di terreno l’arancio amaro, tra gli agrumi, è la specie più adattabile, infatti cresce bene anche su suoli moderatamente calcarei, salini e contenenti il 35 % di argilla o il 40 % di limo, tenendo conto che i terreni ideali per la coltivazione degli agrumi contengono meno del 20 % sia di uno che dell’altro; soffre i suoli troppo compatti. Il melangolo è originario della Cina, ed è stato portato in Europa ed in Italia dagli Arabi.

Varietà e propagazione
Tra le numerose cultivar si ricordano la Bizzarria, con esperidi di colore giallo, arancione e verde, la Caniculata, con bacche appiattite arancioni, la Salicefolia, con foglie strette e lunghe, e la Corniculata, con frutti a buccia ruvida. L’arancio amaro si moltiplica per seme, per innesto, per margotta, per talea e per propaggine. Dai semi monoembrionici si ottengono piantine disformi, mentre da quelli poliembrionici si sviluppano semenzali omogenei grazie al fenomeno dell’apomissia. La scelta di metodi di propagazione vegetativa permette di anticipare la messa a frutto.

Tecniche di coltivazione
Il melangolo viene impiegato prevalentemente come portainnesto di tutti gli agrumi perché è una specie molto rustica, mentre la sua coltivazione avviene solo su superfici ristrette allo scopo di utilizzarne la scorza per i canditi in pasticceria, per la preparazione di marmellate e di liquori.
La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra, i sesti d’impianto sono di 5 X 5 m. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. Gli interventi di potatura, effettuati prima della fioritura, consistono nel diradare alcuni rami misti, i succhioni alla base delle branche principali, i rami più bassi per favorire una miglior circolazione d’aria e quelli secchi e deperiti. La concimazione consiste nel somministrare concimi complessi contenenti azoto a lento rilascio, fosforo e potassio a fine inverno. Il fabbisogno idrico dell’arancio amaro si aggira intorno ai 1200 mm annui, durante l’estate bisogna intervenire con l’irrigazione la mattina presto o la sera, eventuali eccessi idrici possono provocare l’asfissia radicale. I frutti arrivano a maturazione nell'autunno o nell'inverno successivo, in alcuni casi i frutti dell'anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva.

Arancio amaro - Citrus aurantium : Parassiti
Rispetto agli altri agrumi è meno soggetto ad attacchi di parassiti in quanto è una pianta rustica, comunque è sensibile al virus della tristezza degli agrumi ed al Mal secco, fungo che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa; in quest’ultimo caso è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame.

Scheda tecnica tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/arancio-amaro.asp

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