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Bergamotto (Citrus bergamia)

vaso 20, h. cm. 60/80

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30,80 € (Prezzi Iva inclusa)

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
Scarica la nostra guida, ricca di consigli per la messa a dimora e gestione degli alberi da frutta!
Nota: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

Troviamo il bergamotto raffigurato nei dipinti del Bimbi alla fine del XVII sec., citato con il nome di 'Pera bergamotta, razza d'Arancio'.
La sua posizione botanica è incerta; secondo il botanico Chapot (1962) potrebbe essere un ibrido naturale tra l'arancio amaro e la limetta acida e sarebbe comparso in Calabria fra il XIV e il XVI secolo.
Per altri Autori il bergamotto è un ibrido naturale tra arancio amaro e limone, mentre per altri ancora si è originato da una mutazione dell'arancio amaro.
Lo sviluppo del bergamotto è legato all'invenzione in Germania dell’Acqua di Colonia' da parte dell'italiano Giovanni Paolo Feminis, che la brevettò nel 1700 circa, utilizzando come essenza base del profumo l'olio presente nella buccia del bergamotto.
Oggi in Italia questa specie è coltivata soltanto in Calabria.
È una pianta di medio vigore con foglie grandi, appuntite con picciolo provvisto di strette ali.
Fiorisce solo in primavera ed ha fiori bianchi.
I frutti sono di media grandezza, rotondeggianti e piriformi, con residuo stilare.
La buccia, di colore giallo, è ricca di oli essenziali con un aroma molto spiccato e caratteristico.
Polpa di colore giallo-verdastro, amarognola e molto acida.

Il bergamotto appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie bergamia.
È un piccolo albero, alto 3-4 m, con un tronco dritto a sezione rotonda e ben ramificato ed una corteccia grigiastra; i germogli sono verdi e, di solito, non presentano spine all’ascella della foglia.
Le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, carnose, lanceolate, di colore verde intenso e lucido. I fiori sono ermafroditi, con cinque petali bianchi, molto numerosi e profumati, si inseriscono all’ascella della foglia o all’apice dei rami e sono raccolti in gruppi. La pianta fiorisce due volte nel corso dell’anno: la prima nei mesi di marzo ed aprile, con contemporanea emissione delle foglie, con corrispondente fruttificazione in novembre-dicembre, mentre la seconda volta in autunno con la produzione che si verifica nel mese di marzo dell’anno successivo.

Frutti
Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, tondeggiante ma schiacciato alle due estremità, grande poco più di un arancia e poco meno di un pompelmo, liscia, con un epicarpo coriaceo, verde che a maturità vira ad un giallo intermedio tra limone e pompelmo, ricco di molti oli essenziali ed un mesocarpo bianco, membranoso, spesso e compatto; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. L’endocarpo è suddiviso in 10-15 spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa, includente un succo acido e amarognolo, ed i semi, poco numerosi, biancastri e monoembrionici, per cui derivano tutti dalla fecondazione.

Clima e terreno
Il bergamotto, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi, l’ambiente ideale è il bacino del Mediterraneo; teme i freddi invernali e le gelate tardive, infatti non sopporta gli sbalzi in basso della temperatura, che provocano la perdita della produzione, e l'eccessiva o scarsa piovosità, mentre tollera il caldo. La Calabria è il principale produttore mondiale, viene coltivato soprattutto in provincia di Reggio Calabria, in zone caratterizzate da venti medio-forti che soffiano per quasi tutto l'anno, estati calde senza pioggia, inizio primavera e fine autunno molto piovosi e inverni con temperature giornaliere quasi sempre superiori ai 10 gradi. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C. La pianta deve essere ben esposta alla luce solare, anche ai raggi diretti, evitando siti troppo ventosi in quanto comprometterebbero l'allegagione; un’insolazione troppo forte può provocare la cascola dei frutticini aventi un diametro di 2-4 cm. Il bergamotto predilige i terreni fertili, profondi, sciolti, di medio impasto, moderatamente argilloso-calcarei e ben drenati, infatti rifugge i suoli troppo argillosi e calcarei. È coltivato anche in Costa d’Avorio, Argentina e Brasile, ma gli oli essenziali ottenuti in Calabria possiedono una qualità superiore.

Varietà e propagazione
Attualmente le cultivar di bergamotto più importanti sono tre: Femminello, Castagnaro e Fantastico. La prima è caratterizzata da una crescita veloce, che produce molti frutti, i quali si raccolgono verso la fine di ottobre. La varietà Castagnaro presenta il fenomeno dell’alternanza produttiva, gli esperidi maturano nel mese di novembre. La cultivar Fantastico possiede delle foglie di grosse dimensioni, si raccoglie a fine novembre-inizio dicembre ed è la varietà più diffusa in Calabria. La propagazione avviene per seme o per innesto, il portainnesto più utilizzato è l’arancio amaro, in quanto si adatta ai terreni argillosi e limosi, ma ben drenati, resiste alle basse temperature e tollera alcuni parassiti.

Tecniche di coltivazione
La messa a dimora delle piantine di due anni si effettua a settembre o a febbraio. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con sesti d’impianto di 5 X 4 m, con una densità di 500 piante/ha. La vita produttiva ha una durata di 25 anni, la messa a frutto avviene al terzo anno, arriva al massimo della produttività a otto anni e può raggiungere un quintale per pianta se potato.
Gli interventi di potatura consistono nel diradamento delle cime, in modo che il frutto cresca nelle parti basse della chioma al riparo dal forte sole estivo e dal potente vento, dei rametti affastellati lasciando quelli ben distanziati; la potatura andrebbe effettuata annualmente perché il bergamotto è soggetto all’alternanza di produzione. Mediante la concimazione si forniscono alla pianta gli elementi nutritivi; l’azoto va somministrato a fine inverno e dopo l’allegagione per le cultivar tardive, mentre fosforo e potassio si apportano durante la stagione delle piogge per fare in modo che si approfondiscano nel terreno in quanto poco mobili. Il periodo estivo è caratterizzato dall’assenza delle precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione.

Utilizzo e parassiti
I frutti possono essere raccolti maturi, con colorazione gialla, per estrarre l'olio essenziale dalla buccia, impiegato come aromatizzante nell’industria dolciaria ed alimentare, altrimenti anche immaturi, di colore verde, per fare canditi e per estrarre l'olio essenziale impiegato in profumeria, o verde cinerino, per la preparazione di alcuni liquori e per ottenere un'essenza che viene denominata Neroli o Nero di bergamotto. L’esperidio non è commestibile, può essere utilizzato a spicchi come sostituto del limone nel the. I parassiti animali più pericolosi sono l’acaro ragnetto rosso, gli afidi, le cocciniglie, l’oziorrinco e la tignola della zagara; tra i funghi si ricordano i marciumi radicali, che si verificano in caso di ristagni idrici nel terreno, tra i virus i più temibili sono Exocortite, Maculatura anulare, Psorosi e Tristezza degli agrumi.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/Bergamotto.asp

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Bergamotto (Citrus bergamia) http://www.vivaigabbianelli.it/2065-large/bergamotto-citrus-bergamia.jpg

Troviamo il bergamotto raffigurato nei dipinti del Bimbi alla fine del XVII sec., citato con il nome di 'Pera bergamotta, razza d'Arancio'.
La sua posizione botanica è incerta; secondo il botanico Chapot (1962) potrebbe essere un ibrido naturale tra l'arancio amaro e la limetta acida e sarebbe comparso in Calabria fra il XIV e il XVI secolo.
Per altri Autori il bergamotto è un ibrido naturale tra arancio amaro e limone, mentre per altri ancora si è originato da una mutazione dell'arancio amaro.
Lo sviluppo del bergamotto è legato all'invenzione in Germania dell’Acqua di Colonia' da parte dell'italiano Giovanni Paolo Feminis, che la brevettò nel 1700 circa, utilizzando come essenza base del profumo l'olio presente nella buccia del bergamotto.
Oggi in Italia questa specie è coltivata soltanto in Calabria.
È una pianta di medio vigore con foglie grandi, appuntite con picciolo provvisto di strette ali.
Fiorisce solo in primavera ed ha fiori bianchi.
I frutti sono di media grandezza, rotondeggianti e piriformi, con residuo stilare.
La buccia, di colore giallo, è ricca di oli essenziali con un aroma molto spiccato e caratteristico.
Polpa di colore giallo-verdastro, amarognola e molto acida.

Il bergamotto appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie bergamia.
È un piccolo albero, alto 3-4 m, con un tronco dritto a sezione rotonda e ben ramificato ed una corteccia grigiastra; i germogli sono verdi e, di solito, non presentano spine all’ascella della foglia.
Le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, carnose, lanceolate, di colore verde intenso e lucido. I fiori sono ermafroditi, con cinque petali bianchi, molto numerosi e profumati, si inseriscono all’ascella della foglia o all’apice dei rami e sono raccolti in gruppi. La pianta fiorisce due volte nel corso dell’anno: la prima nei mesi di marzo ed aprile, con contemporanea emissione delle foglie, con corrispondente fruttificazione in novembre-dicembre, mentre la seconda volta in autunno con la produzione che si verifica nel mese di marzo dell’anno successivo.

Frutti
Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, tondeggiante ma schiacciato alle due estremità, grande poco più di un arancia e poco meno di un pompelmo, liscia, con un epicarpo coriaceo, verde che a maturità vira ad un giallo intermedio tra limone e pompelmo, ricco di molti oli essenziali ed un mesocarpo bianco, membranoso, spesso e compatto; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. L’endocarpo è suddiviso in 10-15 spicchi delimitati da sottili pareti membranose contenenti la polpa, includente un succo acido e amarognolo, ed i semi, poco numerosi, biancastri e monoembrionici, per cui derivano tutti dalla fecondazione.

Clima e terreno
Il bergamotto, come tutti gli agrumi, preferisce i climi temperati caldi, l’ambiente ideale è il bacino del Mediterraneo; teme i freddi invernali e le gelate tardive, infatti non sopporta gli sbalzi in basso della temperatura, che provocano la perdita della produzione, e l'eccessiva o scarsa piovosità, mentre tollera il caldo. La Calabria è il principale produttore mondiale, viene coltivato soprattutto in provincia di Reggio Calabria, in zone caratterizzate da venti medio-forti che soffiano per quasi tutto l'anno, estati calde senza pioggia, inizio primavera e fine autunno molto piovosi e inverni con temperature giornaliere quasi sempre superiori ai 10 gradi. Le oscillazioni termiche ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C. La pianta deve essere ben esposta alla luce solare, anche ai raggi diretti, evitando siti troppo ventosi in quanto comprometterebbero l'allegagione; un’insolazione troppo forte può provocare la cascola dei frutticini aventi un diametro di 2-4 cm. Il bergamotto predilige i terreni fertili, profondi, sciolti, di medio impasto, moderatamente argilloso-calcarei e ben drenati, infatti rifugge i suoli troppo argillosi e calcarei. È coltivato anche in Costa d’Avorio, Argentina e Brasile, ma gli oli essenziali ottenuti in Calabria possiedono una qualità superiore.

Varietà e propagazione
Attualmente le cultivar di bergamotto più importanti sono tre: Femminello, Castagnaro e Fantastico. La prima è caratterizzata da una crescita veloce, che produce molti frutti, i quali si raccolgono verso la fine di ottobre. La varietà Castagnaro presenta il fenomeno dell’alternanza produttiva, gli esperidi maturano nel mese di novembre. La cultivar Fantastico possiede delle foglie di grosse dimensioni, si raccoglie a fine novembre-inizio dicembre ed è la varietà più diffusa in Calabria. La propagazione avviene per seme o per innesto, il portainnesto più utilizzato è l’arancio amaro, in quanto si adatta ai terreni argillosi e limosi, ma ben drenati, resiste alle basse temperature e tollera alcuni parassiti.

Tecniche di coltivazione
La messa a dimora delle piantine di due anni si effettua a settembre o a febbraio. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con sesti d’impianto di 5 X 4 m, con una densità di 500 piante/ha. La vita produttiva ha una durata di 25 anni, la messa a frutto avviene al terzo anno, arriva al massimo della produttività a otto anni e può raggiungere un quintale per pianta se potato.
Gli interventi di potatura consistono nel diradamento delle cime, in modo che il frutto cresca nelle parti basse della chioma al riparo dal forte sole estivo e dal potente vento, dei rametti affastellati lasciando quelli ben distanziati; la potatura andrebbe effettuata annualmente perché il bergamotto è soggetto all’alternanza di produzione. Mediante la concimazione si forniscono alla pianta gli elementi nutritivi; l’azoto va somministrato a fine inverno e dopo l’allegagione per le cultivar tardive, mentre fosforo e potassio si apportano durante la stagione delle piogge per fare in modo che si approfondiscano nel terreno in quanto poco mobili. Il periodo estivo è caratterizzato dall’assenza delle precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione.

Utilizzo e parassiti
I frutti possono essere raccolti maturi, con colorazione gialla, per estrarre l'olio essenziale dalla buccia, impiegato come aromatizzante nell’industria dolciaria ed alimentare, altrimenti anche immaturi, di colore verde, per fare canditi e per estrarre l'olio essenziale impiegato in profumeria, o verde cinerino, per la preparazione di alcuni liquori e per ottenere un'essenza che viene denominata Neroli o Nero di bergamotto. L’esperidio non è commestibile, può essere utilizzato a spicchi come sostituto del limone nel the. I parassiti animali più pericolosi sono l’acaro ragnetto rosso, gli afidi, le cocciniglie, l’oziorrinco e la tignola della zagara; tra i funghi si ricordano i marciumi radicali, che si verificano in caso di ristagni idrici nel terreno, tra i virus i più temibili sono Exocortite, Maculatura anulare, Psorosi e Tristezza degli agrumi.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/Bergamotto.asp

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