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Consigli piantagione alberi da frutto - Vivai Piante Gabbianelli

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Consigli piantagione alberi da frutta

Introduzione
Con l’arrivo dell’autunno, giunge il momento più favorevole per mettere a dimora i nuovi alberi da frutta. Per chi ne ha la possibilità e lo spazio, piantare degli alberi da frutto è sicuramente un’attività gratificante ed appassionante ma anche delicata al tempo stesso e che va quindi eseguita attuando alcune semplici linee guida che consentiranno di dare una lunga e prospera vita all’albero.

Epoca di piantagione
Il miglior periodo per la messa a dimora degli alberi da frutto è dall’autunno inoltrato fino alla fine dell’inverno, quando tutte le piante sono in riposo vegetativo e prive di foglie.
Ci sono diversi vantaggi ad effettuare la piantagione in questo arco di tempo:

  • L’attecchimento sarà più sicuro poiché il terreno con cui è stata richiusa la buca si compatterà bene attorno alle radici grazie alle piogge invernali.
  • L’albero inizierà ad emettere la nuova vegetazione non appena la temperatura dell’aria ricomincerà ad aumentare alla fine dell’inverno e potrà esprimere il massimo potenziale di sviluppo consentito dalla sua capacità vegetativa. Ponendo invece a dimora la pianta a primavera inoltrata, anche se in ottime condizioni, il periodo di crescita utile nell’arco dell’anno, sarà inevitabilmente più breve poiché la «partenza» sarà più tardiva.
  • Saranno necessari meno interventi di manutenzione, intesi soprattutto come annaffiature, poiché con le piantagioni autunno-invernali la pianta giunge ad affrontare la stagione estiva bene impossessata nel terreno, con le radici già ben sviluppate ed autonome nell’approvvigionamento idrico.


Tutto ciò è essenzialmente valido per le
piante a radice nuda mentre per gli alberi coltivati in vaso, essendo quest’ultimi con l’apparato radicale già formato e quindi più autonomi, la messa a dimora può essere eseguita per tutto l’arco dell’anno, evitando sempre comunque i periodi estivi più caldi.
Ci sono poi alcune specie notoriamente delicate quali, ad esempio, olivo, kaki, fico e nespolo del Giappone che potrebbero essere danneggiate dal freddo invernale per cui è quasi tassativa la loro messa a dimora primaverile, indipendentemente dal fatto che siano in vaso o radice nuda.

Scelta del luogo idoneo
In linea generale tutte le piante da frutto amano una posizione soleggiata, luminosa, preferibilmente esposta a mezzogiorno e al riparo dalle correnti fredde settentrionali.
Ci sono poi alcune specie come ad esempio il ciliegio, melo, pesco, sorbo, cotogno, nespolo europeo che non temono assolutamente il freddo e che si possono quindi collocare anche in posizioni meno favorevoli. Altre specie invece, quali albicocco, mandorlo e nespolo del Giappone, temono i ritorni di freddo tardivi che possono provocare danni ai fiori ed anche ai nuovi germogli se il freddo è molto intenso.
Il tipo di terreno è un fattore determinante che può decretare il successo o l’insuccesso della piantagione. Generalmente sono da preferire quei suoli di medio impasto, ricchi di sostanza organica e ben drenati. Sono sicuramente sempre da evitare quelli molto argillosi, compatti ed asfittici.
Un altro fattore importante da considerare prima di mettere a dimora un qualsiasi albero da frutto è lo spazio aereo e radicale che andrà ad occupare una volta adulto. Attenzione quindi a rispettare distanze di almeno 2/3 metri da recinzioni, muretti e pavimentazioni e di almeno 5/6 metri da altri alberi ed edifici.

Modalità di messa a dimora
Per eseguire una piantagione a regola d’arte è necessario realizzare una buca delle dimensioni di almeno 60/70 cm su tutti e tre i lati. Qualora il terreno si presenti argilloso e compatto, sarà indispensabile collocare sul fondo della buca uno strato di circa 10/15 cm di sassi o ciottoli al fine di favorire il drenaggio delle acque. E’ inoltre consigliabile apportare, sempre sul fondo della buca, anche uno strato di letame maturo (qualora disponibile) oppure del compost maturo andrà bene lo stesso.
La pianta deve essere posizionata con la sua zolla nel terreno ad un’altezza tale che il colletto (zona di passaggio fra ill’apparato radicale) sia di qualche centimetro al di sopra del piano di campagna; ciò è molto importante in quanto una profondità eccessiva potrebbe provocare asfissia alle radici mentre un interramento troppo superficiale lascerebbe le radici esposte all’aria.
La buca può essere quindi richiusa con il terreno di scavo, qualora esso sia friabile e bene sminuzzato, in modo da accostarsi perfettamente all’apparato radicale, evitando quindi la pericolosa formazione di sacche d’aria o acqua. Questo è un passo determinante ed importantissimo per la riuscita della piantagione; qualora il terreno presente in loco non sia idoneo, è opportuno apportarne di migliore oppure miscelarlo con terriccio o torba.
Di fianco all’albero andrà posizionato un paletto tutore in legno di pino o castagno che avrà il compito di sorreggere il fusto in presenza di vento, evitando quindi che venga sradicato e che cresca storto. Nella scelta dei materiali di legatura è importante optare per legacci in pvc morbido o in juta, resistenti ma svenevoli al tempo stesso in modo da evitare strozzature al fusto durante l’accrescimento.
Si procederà quindi ad effettuare una leggera concimazione superficiale con circa 1-2 kg. di concime contenente azoto organico a lenta cessione (tipo “stallatico”) in modo che il nutrimento sia via via disponibile all’albero per tutta la stagione vegetativa.
Ultima operazione è una abbondante annaffiatura con circa 50 litri d’acqua avente lo scopo di fare accostare bene il terreno alle radici.

Potatura
Una volta completata la messa a dimora dell’albero, si passa ad eseguire la potatura “di formazione” (detta anche “di allevamento”) che verrà poi proseguita solamente per i primi 3/4 anni. Essa si prefigge diversi ed importanti obiettivi:

  • Formare lo scheletro della pianta da frutto della dimensione desiderata che supporti la produzione ma assecondando comunque il suo naturale portamento.
  • Veloce raggiungimento della fase di maturità, cioè della piena fruttificazione.
  • Permettere l’esecuzione da terra delle operazioni di potatura e raccolta.
  • Agevolare la meccanizzazione delle cure colturali.


Si possono generalmente distinguere due tipologie di allevamento: forme “in volume” e forme “appiattite”.
Classica forma in volume è il
vaso che presenta tre o quattro branche principali inserite ad una certa altezza del tronco in una unica impalcatura.
La
palmetta è invece un esempio di forma appiattita dove tutte le branche principali sono orientate su di un unico verticale in modo da limitare lo sviluppo laterale della chioma.
La tecnica della potatura è tuttavia molto vasta e complessa e quindi impossibile da schematizzare in poche righe. L’obiettivo di questi appunti è solamente quello di dare uno stimolo ad approfondire l’argomento su qualche guida illustrata o testo specializzato.

Problematiche
Tra i numerosi problemi che affliggono le piante da frutta, uno dei più lamentati è la mancanza di frutti. Se l’albero non fruttifica, ci possono essere tanti motivi ma i più comuni sono:

  • L’albero è ancora in fase di giovanilità e non è entrato in produzione.
  • L’albero è vecchio, è in fase di senescenza e sta terminando il suo ciclo vitale.
  • In alcune specie (per esempio ciliegio e susino) ci sono delle varietà “autosterili” per cui in assenza di idonea cultivar impollinatrice, la fruttificazione sarà molto ridotta o nulla.
  • Le gelate tardive possono danneggiare i fiori, i frutticini e tenere lontani gli insetti pronubi.
  • La pianta presenta sviluppo stentato ed ingiallimenti, segno evidente di poche o errate concimazioni, soprattutto nei terreni poveri.
  • Con interventi di potatura sbagliati si eliminano i rami a frutto oppure, se troppo drastiche, si ottiene un forte sviluppo vegetativo a discapito della fruttificazione.
  • Un eccesso di concimazione azotata, spesso associata a potature eccessive, provoca una forte vigoria, emissione di succhioni e di polloni, il tutto a discapito della differenziazione di gemme a fiore.

Questa piccola guida è stata creata in proprio unendo nozioni scientifiche alla nostra esperienza pluriennale "in campo" e non vuole avere la pretesa di essere un testo esaustivo della materia. Siamo tuttavia disponibili a critiche e suggerimenti per future modifiche ed implementazioni.

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