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La filiera di produzione delle Piante da Frutta

La filiera di produzione delle Piante da FruttaIl prelievo delle marze
E’ di fondamentale importanza che le marze siano prelevate da alberi da frutto sani e già in produzione. I migliori rami sono quelli di un anno, posti nella parte esterna della chioma.
Le marze per gli innesti da fare in primavera devono essere dei rami ben lignificati, di buon vigore ma non troppo grossi. La raccolta delle marze deve essere fatta tra i mesi di gennaio e febbraio, nelle giornate con bel tempo, evitando invece quelle molto fredde e piovose.
Le marze raccolte vengono etichettate con il nome della varietà, riunite in mazzetti ed avvolte in un telo di plastica nero. Debbono quindi essere conservate al buio in una cantina o altro luogo freddo, possibilmente coperte con sabbia in modo da mantenere l’umidità costante; in alternativa, è possibile riporle in appositi frigoriferi a 3-4°C.
Per quanto riguarda gli innesti a gemma dormiente (da eseguire in agosto), le stesse devono essere prelevate il giorno precedente l’innesto per evitare la disidratazione. Subito dopo il prelievo, le marze vengono defogliate tagliando a metà il picciolo, scartando le gemme poste alla cima e alla base della marza.

La riproduzione
La moltiplicazione delle piante può essere ottenuta attraverso il seme (riproduzione gamica) oppure attraverso una parte di pianta (riproduzione agamica), come ad esempio l’innesto, la talea, la margotta, la propaggine ed il meristema.
Per alcune specie di piante da frutto, in particolare le noci, si preferisce la riproduzione attraverso il seme, in quanto seminandolo, non ci sarà molta variabilità genetica e si avrà una pianta figlia che darà frutti simili alla pianta madre.
Per quasi tutte le altre specie di piante da frutto, si adotta invece la riproduzione agamica, in particolare si tratta quasi sempre dell’innesto.
La tecnica dell’innesto consiste nel fare in modo che le parti di due piante, opportunamente accostate fra loro o inserite l’una nell’altra, si colleghino stabilmente a costituire una nuova, unica pianta.
L'innesto è costituito da una parte basale e da una parte apicale. La parte basale, che fornirà l’apparato radicale, è detta “portinnesto” o “soggetto” mentre la parte apicale, che fornirà il tronco e la chioma, viene chiamata “marza” o “oggetto”.

Il portainnesto
Il portainnesto può essere prodotto da seme (portainnesto selvatico o franco), per talea da una pianta madre o micropropagato in vitro (ad esempio il GF per il pesco, che conferisce resistenza alla siccità e ai terreni argillosi).
Una volta prodotto il portainnesto, che possiamo definire come la “radice” della pianta, per avere il frutto dobbiamo intervenire con la tecnica dell’innesto, andando quindi ad inserire sul portainnesto la varietà che si intende riprodurre.
Per il ciliegio si può utilizzare come portainnesto il franco, che darà origine ad una pianta molto vigorosa e che ben si adatterà a tutti i tipi di terreno; la fruttificazione sarà però tardiva.
Per l’albicocco, il susino e il biricoccolo si possono utilizzare come portainnesti il franco o il mirabolano che non presentano particolari differenze in termini di crescita e fruttificazione delle piante.
Per il melo vengono normalmente utilizzati come portainnesti il franco e i vari tipi di east malling (M26, M111, MM106). Anche in questo caso, il portainnesto franco darà origine ad un albero di grandi dimensioni con fruttificazione tardiva, mentre con gli east malling, in base alle varietà del portainnesto, si potranno  avere frutti già dal secondo anno di vita.
Per il pero sono utilizzati il portainnesto franco ed il cotogno. Per alcune varietà di pero (es. William rossa, William giallo e Kaiser) è indispensabile l’utilizzo del portainnesto franco in quanto queste culitvar non hanno affinità con il cotogno.
Per il pesco e il mandorlo si utilizza come portainnesto il pesco selvatico o il pesco di meristema GF677.
Per il kaki, si utilizza come portainnesto esclusivamente il kaki selvatico.
Per l’azzeruolo, il nespolo e il sorbo domestico, il portainnesto da utilizzare è il biancospino.
Fichi, melograni, kiwi, olivi, lamponi, ecc. vengono riprodotti per talea e pollone radicato.

L'innesto
La tecnica dell’innesto consente di ottenere, all’interno della stessa varietà, tutte piante geneticamente identiche (cloni) alle pianta madre e tra di loro, e quindi omogenee nelle caratteristiche.
Se seminassimo, ad esempio, diversi noccioli di una varietà di pesco a pasta bianca, potremmo ottenere alcune piante con frutto buono e altre no, o persino nessuna pianta con frutto buono.
Con l’innesto, invece, possiamo riprodurre in modo infinito molte varietà mantenendo sempre inalterate nel tempo tutte le caratteristiche della pianta madre. Un altro vantaggio è dato dalla possibilità di scegliere il portainnesto più adatto alla varietà che desideriamo innestare.
Esistono diversi tipi di innesto da praticare nelle varie stagioni dell'anno.
- Innesti invernali, da effettuarsi a febbraio: a spacco, doppio spacco inglese, a corona, a triangolo, etc…
- Innesti estivi, da effettuarsi ad agosto: a gemma dormiente, per approssimazione, a zufolo, ecc.
Una volta effettuato l'innesto, durante l’accrescimento della nuova pianta da frutto, è di fondamentale importanza intervenire tempestivamente nel togliere i polloni (rami vigorosi e selvatici emessi al di sotto del punto di innesto) che, se lasciati crescere, sottrarrebbero molte sostanze alla nuova pianta limitandone parecchio la crescita.
Durante la stagione vegetativa sono altresì importanti tutte quelle pratiche colturali che permetteranno di ottenere degli esemplari di ottima qualità e di prima scelta. Ecco quindi che si interviene con opportune sarchiature al terreno, irrigazioni, trattamenti fitosanitari preventivi e scacchiature dei getti selvatici.

L’estirpazione delle piante
Nei mesi di novembre e dicembre si procede all’espianto delle piante da frutto innestate. Il periodo dell’espianto può variare in funzione dell’andamento stagionale e del grado di “maturità” raggiunto dalle piante. E’ infatti sempre preferibile procedere all’estirpazione dopo la caduta delle foglie, quando il ramo è ben lignificato e maturo. L’espianto può essere effettuato manualmente o con mezzi meccanici.
Dopo l’espianto si procede quindi alla cernita, cioè alla suddivisione delle nuove piante in funzione delle loro dimensioni, avendo cura di controllare l’integrità dell’apparato radicale, il punto di innesto ed eventuali difetti delle piante stesse.
Eseguita la cernita, che consente quindi di identificare le piante di prima e di seconda scelta, si procede al  sotterramento dell’apparato radicale delle piante da frutto in apposite trincee riempite con sabbia in modo che non le radici non si disidratino ma, al contempo, siano subito pronte per la vendita o per l’invasatura.
Infine, appena completato l’interramento, è buona norma procedere ad un trattamento fungicida preventivo a base di rame (poltiglia bordolese).

L'invasatura
Una parte delle piante sono vendute tal quali, cioè a radice nuda, mentre una parte viene destinata all'invasatura che, generalmente, si effettua da gennaio a marzo.
Prima di procedere all'invasatura, si opera un opportuno raccorciamento dei rami e delle radici per permettere alla pianta un migliore attecchimento e stimolarla ad emettere nuovi rami. Le piante vengono quindi posizionate in un vaso di plastica nero (specifico per vivaio) assieme a del terriccio (torba mista a pomice e concime a lenta cessione) per permettere un buon drenaggio delle acque.
Le piante vengono quindi disposte in vivaio, in appositi quadri di coltivazione provvisti di impianto di irrigazione localizzata a goccia e di telo antigrandine.
Durante la stagione vegetativa di accrescimento, si rendono necessarie diverse pratiche colturali: Interventi fitosanitari, scacchiature (eliminazione dei getti del “selvatico”, potatura di formazione e fertirrigazione (concimazione localizzata a lenta cesisone tramite acqua di irrigazione).
Ad inizio autunno gli alberi da frutta, saranno già ben radicati nel loro vaso, provvisti di una chioma e quindi pronti per la commercializzazione.