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Alberi da Frutti - Guida piantagione
Scritto da: Vivai Piante Gabbianelli il 16/05/2019

Alberi da Frutti – Guida alla piantagione e manutenzione

1. Perché piantare alberi da frutti

Per chi ne ha la possibilità e lo spazio, piantare alberi da frutto è un’attività appassionante e appagante che non dovrebbe mai mancare nel nostro orto, giardino o terrazzo, grande o piccolo che sia.

Realizzare un piccolo frutteto familiare è però anche un’attività delicata al tempo stesso che richiede un minimo di progettazione per evitare errori grossolani e successive frustrazioni nel caso di cattiva riuscita dell’impianto frutteto familiare.

2. Come progettare un frutteto familiare

Il frutteto familiare va progettato in funzione delle abitudini e delle esigenze della famiglia, nonché delle sue possibilità di lavoro, più che all’ottenimento di alte produzioni (che in buona parte andrebbero sprecate).

Prima di proseguire nella scelta delle tipologie e varietà degli alberi da frutto da impiantare a dimora, è quindi essenziale conoscere i gusti della famiglia e le proprie abitudini. Ad esempio, se si ha la certezza negli anni che in un determinato periodo non è presente nessuno, inutile trapiantare alberi da frutta che maturino in quello specifico lasso di tempo.

Inoltre, molto spesso si mettono a dimora dei tipi di alberi da frutto i cui frutti piacciono più a livello estetico che come caratteristiche gustative.

In questi casi, buona parte dei frutti sono gettati, regalati, oppure nemmeno raccolti e lasciati marcire sulla pianta. (Peraltro, lasciare i frutti marci attaccati sull’albero da frutti è una pratica non raccomandabile poiché gli stessi fungono da serbatoio ed inoculo per le malattie che si potrebbero manifestare l’anno seguente).

Nella fase successiva si predispone quindi un elenco alberi da frutto in base tenendo conto oltre che dei propri gusti personali anche delle caratteristiche di crescita delle varie specie e della loro epoca di maturazione.

Riguardo al periodo di maturazione, è consigliabile scegliere varietà di alberi da frutto che abbiano una maturazione scalare nel tempo in modo da avere la produzione di frutta dalla primavera fino quasi all'inverno (tranne negli eventuali periodi di assenza dalla casa).

Quando piantare alberi da frutto3. Quando piantare alberi da frutti

La messa a dimora degli alberi da frutti va eseguita attuando alcune semplici ma fondamentali linee guida che consentiranno di dare una lunga e prospera vita agli alberi da frutti, poiché, l’albero che cresce bene e sano nella fase iniziale, crea tutti i presupposti per resistere meglio agli agenti atmosferici, alle malattie e per regalarci abbondanti e costanti produzioni.

Quando piantare alberi da frutto: il migliore e giusto periodo per il trapianto alberi da frutto è da inizio autunno fino alla fine dell’inverno, quando gli alberi di frutto sono in riposo vegetativo e prive di foglie.

Ci sono diversi vantaggi ad effettuare la messa a dimora alberi da frutto in questo lasso di tempo:

  1. L’attecchimento sarà più sicuro poiché il terreno con cui è stata richiusa la buca si compatterà bene attorno alle radici grazie alle piogge invernali.
  2. L’albero da frutto inizierà ad emettere la nuova vegetazione non appena la temperatura dell’aria ricomincerà ad aumentare alla fine dell’inverno e potrà esprimere il massimo potenziale di sviluppo consentito dalla sua capacità vegetativa.
  3. Se la stagione per piantare alberi di frutta è l’autunno, saranno necessari meno interventi di manutenzione, intesi soprattutto come annaffiature, poiché con le piantagioni autunno-invernali l’ albero di frutta affronterà la stagione estiva bene impossessata nel terreno, con le radici già ben sviluppate ed autonome nell’approvvigionamento idrico.

Tutto ciò è essenzialmente valido per gli alberi da frutti forniti a radice nuda (radice scossa, cioè senza pane di terra).

Per gli alberelli da vaso, che hanno l’apparato radicale già formato (e sono quindi più autonome), la messa a dimora degli alberi da frutti può essere eseguita per tutto l’arco dell’anno (anche se mettere a dimora gli alberi da vaso durante il periodo di riposo vegetativo è sempre preferibile).

Ci sono poi alcuni tipi di alberi da frutta notoriamente delicati quali, ad esempio, olivo, kaki, fico e nespolo del Giappone, tropicali, esotiche che potrebbero essere danneggiate dal freddo invernale per cui, nei luoghi più freddi, è quasi tassativa la loro messa a dimora primaverile, indipendentemente dal fatto che siano alberi da frutto in vaso o a radice nuda (radice scossa, cioè senza pane di terra).

Piantare alberi da frutto4. Dove piantare alberi da frutti

In linea generale, tutte gli alberi da frutta amano una posizione soleggiata, luminosa, preferibilmente esposta a mezzogiorno e al riparo dalle correnti fredde settentrionali.

Ci sono poi alcuni alberi frutto resistenti freddo come ad esempio il ciliegio, susino, melo, pero, pesco, sorbo, cotogno e nespolo europeo che non lo temono assolutamente e che si possono quindi collocare anche in posizioni meno favorevoli. Altre specie invece, quali albicocco, mandorlo e nespolo del Giappone, temono i ritorni di freddo tardivi che possono provocare danni ai fiori ed anche ai nuovi germogli se il freddo è molto intenso.

Il tipo di terreno è un fattore determinante che può decretare il successo o l’insuccesso della piantagione degli alberi in vaso da frutti.

Generalmente sono da preferire quei suoli di medio impasto, ricchi di sostanza organica e ben drenati. Sono sicuramente da evitare quelli molto argillosi, compatti ed asfittici.

Nella scelta del sesto di impianto, cioè lo schema di piantagione, un altro fattore fondamentale da tenere in considerazione è lo spazio aereo e radicale che andrà ad occupare l’albero da frutta una volta adulto. Riguardo quindi alla distanza tra alberi da frutto, gli schemi per mettere a dimora gli alberi da frutta possono essere schematicamente riassunti nei seguenti quattro:

  1. a file.
  2. a file sfalsate.
  3. a quadrato (posizionando gli alberi da frutti ai quattro angoli).
  4. a quinconce (posizionando gli alberi da frutti a quadrato ed una al centro).

Qualunque sia il sesto di impianto scelto, in linea del tutto generale, si consiglia di prevedere distanze relative tra gli alberi di frutto di circa 4/6 metri, variabili in funzione della vigoria della pianta, esposizione e pendenza del terreno.

Attenzione a rispettare distanze di almeno 2/3 metri da recinzioni, muretti e pavimentazioni e di almeno 6/7 metri da altri alberi esistenti ed edifici.

Gli alberi da frutta nani possono essere messe a dimora a distanze più ridotte in quanto il loro sviluppo sarà molto più contenuto. Indicativamente si consigliano distanze tra gli alberi di 2/3 metri.

Infine, riguardo alle distanze dai confini, attenersi sempre alle distanze minime previste dalla legge o dai regolamenti locali.

Come piantare alberi da frutto5. Come piantare alberi da frutti

Definito il tipo di terreno, si deve procedere con la preparazione delle buche delle seguenti dimensioni (indicative): larghezza 80/100 cm. e profondità 60/80 cm.

Questa operazione deve essere eseguita diverso tempo prima della messa a dimora degli alberi da frutta in vaso, preferibilmente durante l’estate in modo da arieggiare il suolo e lasciarlo successivamente esposto agli agenti atmosferici invernali che lo renderanno friabile e poroso.

Se nel terreno ci fossero stati presenti in precedenza altri alberi da frutta, si consiglia di spolverare tutte le pareti della buca con calce viva per distruggere eventuali funghi derivanti dai vecchi apparati radicali.

Qualora il terreno si presenti argilloso e compatto, sarà indispensabile collocare sul fondo della buca uno strato di circa 10/15 cm di sassi o ciottoli al fine di favorire il drenaggio delle acque. E’ inoltre consigliabile apportare, sempre sul fondo della buca, anche uno strato di letame maturo (qualora disponibile) oppure del compost maturo andrà bene lo stesso.

L'albero da frutto deve essere posizionata con il suo pane di terra nel terreno ad un’altezza tale che il colletto (zona di passaggio fra il fusto e l’apparato radicale) sia di qualche centimetro al di sopra del piano di campagna; ciò è molto importante in quanto una profondità eccessiva potrebbe provocare asfissia alle radici mentre un interramento troppo superficiale lascerebbe le radici esposte all’aria.

La buca può essere quindi richiusa con il terreno di scavo, qualora sia friabile e bene sminuzzato, in modo da accostarsi perfettamente all’apparato radicale, evitando quindi la pericolosa formazione di sacche d’aria o acqua.

Questo è un passaggio determinante ed importantissimo per la riuscita della piantagione; qualora il terreno presente in loco non sia idoneo (grosse zolle non frantumabili, molta ghiaia, etc...), è opportuno apportarne di migliore oppure miscelarlo (prima di usarlo per chiudere la buca) con terriccio universale o sabbia.

Schema di come trapiantare alberi da fruttoDi fianco all’albero da frutto, nel lato opposto alla direzione del vento dominante, andrà posizionato un paletto tutore in legno scortecciato di pino o canna di bamboo' che avrà il compito di sorreggere il fusto in presenza di vento, evitando quindi che venga sradicato e che cresca storto.

Solitamente l’altezza del tutore deve essere pari al punto in cui inizierà ad aprirsi la chioma della pianta. Nella scelta dei materiali di legatura è importante optare per legacci in pvc morbido o in juta, resistenti ma svenevoli al tempo stesso in modo da evitare strozzature al fusto durante l’accrescimento.

In alternativa, in commercio si trovano dei fermagli elastici dotati anche di distanziatore, utilissimo per evitare che la corteccia e il tutore sfreghino tra di loro danneggiando la corteccia dell’albero da frutto. Si consiglia inoltre di controllare periodicamente la legatura per verificarne la tenuta ed evitare strozzature.

Qualora non si sia apportato letame in fondo alla buca, sarà necessaria una leggera concimazione piante da frutto superficiale con circa 1-2 kg. di concime per frutteto contenente azoto organico a lenta cessione (tipo stallatico) in modo che il nutrimento sia via via disponibile all’albero per tutta la stagione vegetativa.

Ultima operazione è eseguire un’abbondante annaffiatura con circa 50/80 litri d’acqua avente lo scopo di fare accostare bene il terreno alle radici.

Schema piantagione alberi da fruttiVedi lo Schema di come impiantare alberi da frutta

Piantare alberi da frutto6. Cure colturali alberi da frutti

Dopo la messa a dimora degli alberi da frutti, il lavoro non è finito, ma anzi incomincia. Per avere degli alberi da frutta sani infatti necessarie tutta una serie di operazioni colturali che si devono ripetere ciclicamente e regolarmente ogni anno.

Piantare alberi da frutto7. Come potare alberi da frutti

Una volta completata la messa a dimora dell’albero da frutto, si passa ad eseguire la potatura di formazione (detta anche di allevamento”) che verrà poi proseguita solamente per i primi 3/4 anni. Essa si prefigge diversi ed importanti obiettivi:

  1. Formare lo scheletro dell'albero da frutto della dimensione desiderata che supporti la produzione ma assecondando comunque il suo naturale portamento.
  2. Veloce raggiungimento della fase di maturità, cioè della piena fruttificazione.
  3. Permettere l’esecuzione da terra delle operazioni di potatura alberi da frutti e raccolta.
  4. Agevolare la meccanizzazione delle cure colturali.

Si possono generalmente distinguere due tipologie di allevamento: forme “in volume” e forme “appiattite”.

Classica forma in volume è il vaso, la più usata e conosciuta per i piccoli frutteti a carattere familiare, che presenta tre o quattro branche principali inserite ad una certa altezza del tronco in una unica impalcatura. L’obiettivo generale è cercare di mantenere vuota la parte centrale dell’albero di frutta togliendo i cosiddetti “succhioni” (rami verticali non produttivi), cercando di dare una forma sempre più verso l’esterno ai rimanenti ed avendo cura di lasciare i rametti piccoli che hanno gemme a fiore, gonfie e arrotondante. È sempre buona norma eliminare anche i rami che si intersecano tra loro e quelli che ombreggiano il tronco. Eliminare, infine, i rami spezzati a causa di traumi o gelate e i rami rovinati dalle malattie. Se il ramo tagliato o asportato è di grandi dimensioni, è opportuno proteggere la superficie del taglio con una pasta cicatrizzante.

La palmetta è invece un esempio di forma appiattita dove tutte le branche principali sono orientate su di un unico verticale in modo da limitare lo sviluppo laterale della chioma.

L’operazione si distingue a seconda della fase di sviluppo dell’albero da frutta (potatura di allevamento o formazione e di mantenimento o produzione) e della stagione in cui si eseguono (potatura secca o invernale e potatura verde o estiva).

La potatura degli alberi da frutto è una delle azioni ritenute più difficili dai giardinieri e frutticoltori amatoriali poiché richiedono una minima conoscenza di botanica e fisiologia per governare l’andamento della crescita e della fruttificazione.

Gli interventi di taglio su un fruttifero sono necessari fondamentalmente per tre motivi:

  1. Ottenere alberi da frutti di forma armoniosa ed equilibrata.
  2. Migliorare qualità e quantità dei frutti
  3. Mantenere gli esemplari coltivati in vigore e in salute

Nella potatura di formazione, durante i primi anni dopo la messa a dimora si interviene per dare all’albero da frutto la forma prescelta e consentire alle ramificazioni di sopportare il carico della fruttificazione.

La scelta della forma di allevamento dipende sia dalle preferenze personali sia dalla specie e varietà, nonché da clima ed esposizione.

Il frutticoltore può scegliere se governare la crescita di tronco e rami con forme obbligate (spalliere, filari, tunnel), grazie all’impiego di fili e tutori, o se preferire la crescita delle piante con tronco basso e chioma allargata (forme in volume): esistono moltissime possibilità di conduzione della chioma, alcune usate a scopi più che altro estetici, altre che rispondono invece a esigenze di coltivazione.

All’interno di un giardino o per il frutteto famigliare le forme in volume naturali o a vaso sono quelle consigliabili perché di facile manutenzione, e spesso l’esemplare acquistato nei vivai piante da frutto è già preimpostato in questa direzione.

Nella potatura invernale a fine inverno si effettuano tagli per eliminare i rami secchi o esili e fragili, nonché quelli folti e incrociati fra loro, e per ridurre la chioma al fine di mantenerla ben aerata.

Con la potatura si incoraggia poi la nascita di nuovi germogli: la conoscenza di questo meccanismo è importante perché, attraverso opportuni interventi, sarà possibile stimolare la formazione di gemme da frutto, ottimizzando la produzione, e favorire lo sviluppo di nuove branche, per colmare vuoti e sostituire parti malate.

Infine, nella potatura estiva si intervenire sui fruttiferi durante la stagione vegetativa (quando è più facile individuare le gemme e, quindi, effettuare il taglio in modo corretto), con gli stessi obbiettivi della potatura invernale.

Vengono poi considerati interventi di potatura estiva anche la spollonatura (eliminazione dei polloni che crescono alla base dell’albero di frutta e che sottraggono nutrimento alla chioma) e la sfemminellatura (eliminazione dei getti verticali che spuntano su tronco e ramificazioni principali).

Vi rientrano anche piegatura, inclinazione e curvatura dei rami, tecniche particolari con cui si inducono alla fioritura rami altrimenti vocati alla sola produzione delle foglie. Sempre in estate si pratica, quando necessario, il diradamento dei frutti: si asportano cioè i frutticini più piccoli e mal posizionati per aumentare qualità e pezzatura di quelli che rimangono. L’intervento interessa soprattutto albicocchi, peri e susini.

Albicocchi, ciliegi, cotogni e fichi si potano più che altro per mantenere la chioma pulita, sana e ordinata, in quanto si tratta di fruttiferi che reagiscono poco alla potatura e il loro legno si cicatrizza con minore rapidità.

Le specie sensibili alla potatura (come i meli, i peri e tutte le altre alberi di frutti che appartengono alla famiglia delle pomacee) non possono fare a meno di tagli regolari perché la produzione di lamburde e brindilli (cioè i rami destinati a portare frutti) dipende dal corretto regime di accorciamento dei rami.

I susini e i peschi danno il raccolto migliore se vengono potati regolarmente, soprattutto se allevati a spalliera.

Nei fruttiferi ogni gemma nascente può essere destinata a diventare una gemma a legno, a fiore oppure mista: le prime hanno forma appuntita e daranno luogo a ramoscelli esclusivamente da foglia; le seconde sono invece tozze, tondeggianti, più grosse delle gemme a legno e svilupperanno ramoscelli con foglie e fiori (e quindi frutti); le miste, infine, hanno forma intermedia fra i due tipi sopra descritti e possono produrre rami sia a fiore sia a legno.

Durante la potatura occorre salvaguardare le gemme a fiore, che su meli e peri crescono su tre tipi di ramificazioni diverse: sui rami misti che, più o meno lunghi, si sviluppano ogni anno in modo uniforme in tutta la chioma, e che portano gemme sia a fiore sia a frutto.

Gemme a fiore spuntano anche sulla punta dei brindilli, rametti corti (max 30 cm), esili e molto flessibili che su tutta la lunghezza portano solo gemme a legno: con lo sviluppo dei frutti i rami si incurvano assumendo una conformazione caratteristica.

Le lamburde, infine, sono rametti corti, d’aspetto deformato: nei primi 3 anni di sviluppo generano solo gemme a legno che formano una caratteristica coroncina di foglie, solo poi la gemma in punta diviene mista e inizia a produrre anche fiori.

In quest’ultima fase la lamburda si ingrossa e viene chiamata “borsa”; nel melo spesso si ha lo sviluppo di più lamburde ravvicinate tra loro e la formazione prende il nome di “zampa di pollo”.

Attrezzatura occorrente per la potatura degli alberi da frutti:

  1. Un paio di cesoie robuste e perfettamente affilate, adatte alla mano del potatore (esistono anche tipologie per mancini),
  2. Un troncarami, attrezzo che può essere dotato di manici a V più o meno lunghi; alcuni modelli hanno un meccanismo a moltiplica, che migliora sensibilmente la prestazione di taglio in rapporto allo sforzo necessario, altri manico a stantuffo, che muove le lame all’estremità. Chi ha molte alberi di frutto può ricorrere ai comodi attrezzi da taglio pneumatici, che riducono molto l’affaticamento della mano.
  3. Un seghetto ben affilato (o una motosega) è poi utile per rimuovere rami di grossa dimensione.

Il taglio, qualunque sia la sua larghezza, deve essere inclinato per far scorrere via le gocce d’acqua. Se interessa una superficie ampia, conviene trattare la parte con apposito mastice cicatrizzante.

Infine è buona prassi pulire e disinfettare con alcool le lame degli attrezzi da taglio prima di passare da un esemplare all’altro, per limitare la propagazione di problemi fitosanitari.

Piantare alberi da frutto8. Trattamento alberi da frutti

Alla caduta delle foglie è importante eseguire una corretta difesa fitosanitaria intervenendo con prodotti rameici (poltiglia bordolese), utili per cicatrizzare ferite, cancri rameali e gommosi e prevenire eventuali infezioni fungine primaverili.

Un secondo intervento, della stessa tipologia, si renderà necessario durante l’inverno dopo avere eseguito la potatura alberi da frutta od in presenza di alberi da frutta con rami danneggiati dalla neve o dopo periodi particolarmente piovosi.

Prima della fioritura, nella fase di bottoni rosa (gemme a fiore ingrossate), si consiglia un altro intervento con poltiglia bordolese, associata ad un insetticida in modo da prevenire numerose malattie, sia fungine che da insetti.

ATTENZIONE: in questo caso si consiglia di verificare attentamente in etichetta la compatibilità dell'insetticida con la bordolese poiché non tutti sono compatibili.

Si consiglia di operare sempre in giornate di sole, in assenza di vento e con scarsa probabilità di pioggia; qualora dovesse poi piovere dopo sole poche ore dall’intervento, è necessario ripetere il trattamento alberi da frutta.

Mentre gli interventi “al bruno”, compiuti cioè durante il riposo vegetativo dell’albero da frutto, si possono ritenere validi un po’ per tutte le specie, pomacee e drupacee, sui trattamenti tardo-primaverili ed estivi, è impossibile fornire delle linee guida generali in quanto ogni specie ha i suoi patogeni specifici ed epoche e modalità di intervento differenti.

Piantare alberi da frutto9. Concimazione alberi da frutti

Per la concimazione alberi da frutto a carattere familiare è sempre conveniente apportare letame ben maturo, concime organico azotato che migliora la struttura del terreno e consente di nutrire le piante in modo naturale e per tutta la stagione vegetativa; in assenza di letame, si può utilizzare come concime organico il pellettato bovino (stallatico).

L’epoca ideale di concimazione degli alberi in vaso da frutto è durante tutto l’inverno e comunque prima della ripresa vegetativa poiché l’azoto organico ivi contenuto, ha bisogno di diverso tempo e trasformazioni prima di essere disponibile ad essere assorbito dalla pianta.

In presenza di piante di scarsa vigoria, terreni poveri, primavere molto piovose, si consiglia una seconda concimazione alberi da frutti, ad aprile-maggio, con concime misto organico-minerale, a più pronto effetto, col il quale si apporta oltre all’azoto anche fosforo, potassio ed altri microelementi.

Il concime per alberi da frutto va distribuito superficialmente attorno al tronco su una superficie corrispondente alla proiezione della chioma sul terreno, avendo cura di spargerlo in modo uniforme e di interrarlo leggermente nel terreno con una leggera zappettatura. Le dosi variano caso per caso in funzione dell’età e mole dell’albero da frutta e del titolo del concime per cui non possono essere schematizzate e si consiglia di attenersi alle indicazione proposte nella confezione.

Qualora il terreno si presenti compatto, prima di distribuire il concime, si consiglia di eseguire una leggera sarchiatura, utile anche alla rimozione delle malerbe e successivamente procedere ad una leggera innaffiatura, tutto ciò al fine di favorire l’accorpamento del concime nel terreno.

Piantare alberi da frutto10. Irrigazione agli alberi da frutto

Durante il periodo estivo spesso ci si gioca la sorte degli alberi di frutta. È difatti fondamentale, soprattutto durante i primi anni di sviluppo dell’albero da frutto, essere metodici nel monitorare costantemente sul campo lo stato idrico dell’albero di frutta ed intervenire con adeguati interventi di irrigazione di soccorso.

In linea del tutto generale, in assenza di piogge di una certa consistenza, si consiglia di intervenire ogni 10/15 giorni circa con almeno 50/100 litri per ogni albero da frutto.

Questa, ribadiamo, è solo un’indicazione molto di massima in quanto nel fabbisogno idrico di un albero di frutta concorrono tanti fattori, per esempio, tanto per citarne alcuni: tipo di albero da frutto, tipo di terreno, temperatura, stadio vegetativo, etc... Solo lo spirito di osservazione, l’esperienza acquisita sul campo e un po' di buon senso, saranno in grado di indirizzarci verso una corretta gestione.

In associazione all’irrigazione sono importantissime anche adeguate sarchiature (zappature) con le quali si ottengono tre importanti obiettivi:

  1. Tenere pulito dalle malerbe il terreno ed evitare quindi la loro competizione.
  2. Interrompere il flusso di risalita dell’acqua per capillarità con conseguente evaporazione, riducendo quindi il fabbisogno idrico.
  3. Facilitare l’assorbimento dell’acqua di irrigazione e ridurne gli sprechi per scorrimento, problema in particolare sentito nei terreni acclivi e argillosi che tendono a formare una crosta impermeabile. A tal proposito si consiglia di formare sempre attorno all'albero da frutto, con il terreno circostante, la cosiddetta “tazza”, cioè una sorta di bacino capace di contenere una buona quantità di acqua.

Se si possiede un piccolo impianto frutteto organizzato in filari e si opta per la sarchiatura a pieno campo, è importante ricordare che le lavorazioni del terreno devono essere superficiali (10/15 cm) per evitare danneggiamenti agli apparati radicali degli alberi da frutta.

Qualora si decidesse invece per la tecnica dell’inerbimento, si consiglia di seminare tra le file delle foraggere leguminose (come ad esempio il trifoglio) o appositi miscugli, che non sottraggono elementi nutritivi all’albero ma anzi, favoriscono la fissazione di azoto atmosferico nel terreno, migliorandolo nettamente e contrastando l’insediamento delle erbe infestanti.

Anche scegliendo questa tecnica sarà comunque necessario mantenere, almeno per i primi 3/4 anni, attorno all’albero da frutto un’area di terreno zappettata e libera da malerbe.

In alternativa si può ricorrere alla posa, attorno al tronco dell’albero da frutto, di dischi di pacciamatura biodegradabili in juta e fibra di cocco che, oltre a contenere l’infestazione delle malerbe, trattengono l’umidità e assicurano un’efficace barriera all’evaporazione dell’acqua.

Piantare alberi da frutto11. Raccolta della frutta e conservazione

Un accorgimento molto importante, spesso tralasciato o semplicemente sconosciuto, è il diradamento dei frutticini in maturazione. Se l’albero da frutto è molto carico di frutti, si corre il rischio di ottenere una ridotta pezzatura, una scarsa colorazione dell’epidermide e uno scadente sapore dei frutti.

Dopo la cascola fisiologica, si esegue quindi il diradamento manuale cercando di lasciare sui rametti i frutti distanziati di circa 10/15 cm; in questo modo si ottengono frutti di pezzatura maggiore e dal gusto più saporito.

Il periodo ottimale per la raccolta della frutta dipende dalla varietà e dalla destinazione d’uso del prodotto. La frutta che matura in piena estate deve essere raccolta pochi giorni prima della maturazione mentre, all’opposto, le varietà invernali devono essere raccolte il più tardivamente possibile per avere dei frutti più maturi e di maggiore pezzatura.

È buona norma raccogliere durante delle belle giornate, senza vento o pioggia. I frutti devono essere staccati asciutti con il loro picciolo e riposti in cesti o panieri imbottiti, avendo cura di non ammaccarli. Durante le operazioni di raccolta è inoltre molto importante non danneggiare i rametti che portano i frutti. Ci sono infatti delle specie quali, ad esempio, il ciliegio, il melo ed il pero che fruttificano anche su dei delicati rametti di diversi anni (mazzetti di maggio e lamburde); romperli vorrebbe dire perdere parte della produzione per alcuni anni.

La frutta si conserva bene in ambienti freschi, arieggiati e senza troppa umidità, facendo attenzione, durante i mesi invernali, ad eseguire controlli e cernite volte a togliere i frutti eventualmente marci.

”Piantare12. Problemi degli alberi da frutto

Tra i numerosi problemi che affliggono gli alberi da frutti, uno dei più lamentati è la mancanza di fruttificazione.

Se l’albero da frutto non fruttifica, ci possono essere tanti motivi ma i più comuni sono:

  1. L’albero da frutto è ancora in fase di giovanilità e non è entrato in produzione.
  2. L’albero di frutta è vecchio, è in fase di senescenza e sta terminando il suo ciclo vitale.
  3. In alcune specie (per esempio ciliegio e susino) ci sono delle varietà “autosterili” per cui in assenza di idonea cultivar impollinatrice, la fruttificazione sarà molto ridotta o nulla.
  4. Spesso le gelate tardive possono danneggiare i fiori, i frutticini e tenere lontani gli insetti pronubi.
  5. L'albero da frutta presenta sviluppo stentato ed ingiallimenti, segno evidente di poche o errate concimazioni, soprattutto nei terreni poveri.
  6. Con interventi di potatura sugli alberi da frutti sbagliati si eliminano i rami a frutto oppure, se troppo drastiche, si ottiene un forte sviluppo vegetativo a discapito della fruttificazione.
  7. Un eccesso di concimazione azotata, spesso associata a potature eccessive, provoca una forte vigoria, emissione di succhioni e di polloni, il tutto a discapito della differenziazione di gemme a fiore.

Un altro problema, spesso ricorrente, è il mancato attecchimento o scarso sviluppo degli alberi da frutti dovuto a diversi errori tra i quali i più comuni sono:

  1. Realizzazione di buche troppo strette e/o poco profonde, soprattutto in presenza di terreni argillosi, compatti e on drenanti.
  2. Messa a dimora alberi da frutti a eccessiva profondità.
  3. Distribuzione di concimi chimici a diretto contatto con le radici, provocando ustioni a queste ultime.
  4. Scarse o assenti cure colturali, soprattutto nei primi anni di vita (trattamenti fitosanitari, irrigazioni, potature e concimazioni).

Vendita alberi da frutto

Note su alberi da frutto Vivai Piante GabbianelliQuesta guida è stata creata in proprio, unendo nozioni scientifiche alla nostra esperienza pluriennale "in campo" e non vuole avere la pretesa di essere un testo esaustivo della materia (peraltro di enorme vastità) ma solo un piccolo aiuto all’hobbista che si avvicina per la prima volta a questo settore. Siamo disponibili a raccogliere critiche ed eventuali suggerimenti per futuri ampliamenti della guida.

©2014-2022 Vivai Piante Gabbianelli - È vietata la copia e la riproduzione, anche parziale di questa guida.

Commenti (02)

    • Avatar
      Mario
      06/09/2020

      Molto istruttivo

    • Avatar
      sannamen71
      07/03/2021

      Come essere tornati a scuola. BRAVI.

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