Portamento: Cespuglio
Esposizione: Pieno sole
Resistenza al freddo: Buona
Leccio con Tartufo Nero Estivo
In fitocella, h.cm. 40/50
Leccio (Quercus ilex) micorrizato con Tartufo Nero Estivo (Tuber aestivum Vit.)
Pianta micorrizata da tartufo – Scheda tecnica generale
Le piante micorrizate sono esemplari arborei (quali nocciolo, roverella, leccio, carpino, ecc.) inoculati in vivaio con funghi simbionti del genere Tuber.
La micorriza è una simbiosi mutualistica tra il fungo e l’apparato radicale della pianta: il fungo riceve carboidrati dalla pianta e, in cambio, migliora l’assorbimento di acqua e nutrienti (in particolare fosforo e microelementi). In condizioni pedoclimatiche idonee, questa associazione può portare alla formazione dei carpofori (tartufi) nel suolo circostante.
Entrata in produzione
3–5 anni: possibili prime fruttificazioni
6–10 anni: fase di piena produttività
>10 anni: fase di stabilità produttiva
Nota: Le tempistiche sono indicative e dipendono da numerosi fattori ambientali e gestionali.
Requisiti pedologici e ambientali
- Suolo: preferibilmente calcareo, con buona dotazione di carbonati
- pH: indicativamente compreso tra 7,0 e 8,5 (variabile in base alla specie)
- Struttura: sciolta o franco-sabbiosa, ben drenata, priva di ristagni idrici
- Esposizione: soleggiata o leggermente ventilata
- Clima: temperato, con estati non eccessivamente aride (o con possibilità di irrigazione di soccorso)
Gestione della tartufaia
Per favorire lo sviluppo della micorriza e la produzione:
- controllo della vegetazione infestante (lavorazioni superficiali o pacciamatura)
- mantenimento di una buona aerazione del suolo
- eventuale irrigazione nei periodi siccitosi
- limitazione della competizione radicale di altre specie fungine
- monitoraggio del cosiddetto “bruciato” (area priva di vegetazione attorno alla pianta)
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