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Pero Volpina

Maturazione 15 novembre. Albero di 3 anni, vaso cm. 20, h.cm. 120/140.

Disponibile

18,70 € (Prezzi Iva inclusa)

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
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Nota: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

La pianta madre è stata rinvenuta nel comune di Gualdo Tadino (PG) e in seguito anche in quello di Gubbio (PG). Il nome sembra sia dovuto al fatto che le volpi ne siano molto ghiotte.
E’ diffusa in tutto l’Appennino Centro settentrionale, non se ne  conosce l’origine. Veniva coltivata nelle zone di alta collina di queste zone, in piante singole.
La pianta è molto vigorosa, rustica e a portamento espanso.
E’ molto produttiva e fiorisce tardivamente.
Il frutto è di piccola pezzatura (gr. 80-100), questa pera ha forma rotondeggiante e appiattita, con  il peduncolo lungo e ricurvo.  La cavità calicina è piccola e poco profonda. La buccia molto spessa è ruvida al tatto,  con colore di base verde ma  con rugginosità diffusa che copre totalmente il frutto. La polpa è bianca e poco succosa, con media granulosità.
Viene raccolta in novembre, dopo le prime brinate,  può essere lasciata in fruttaio in mezzo alla paglia per la maturazione,  che in realtà consiste nella sovramaturazione o ammezzimento, quando cioè la polpa diventa marrone e morbida.
E’ un frutto molto rustico, per un consumo particolare, soprattutto da cottura e da conserva. Si mangia crudo solo se viene fatto ammezzire come le sorbe.
Il gusto di queste pere viene esaltato dalla cottura in un buon vino rosso, intere con la loro buccia, zucchero quanto basta e aromatizzate con cannella e chiodi di garofano.

Pero Volpina http://www.vivaigabbianelli.it/2596-large/pero-volpina.jpg

La pianta madre è stata rinvenuta nel comune di Gualdo Tadino (PG) e in seguito anche in quello di Gubbio (PG). Il nome sembra sia dovuto al fatto che le volpi ne siano molto ghiotte.
E’ diffusa in tutto l’Appennino Centro settentrionale, non se ne  conosce l’origine. Veniva coltivata nelle zone di alta collina di queste zone, in piante singole.
La pianta è molto vigorosa, rustica e a portamento espanso.
E’ molto produttiva e fiorisce tardivamente.
Il frutto è di piccola pezzatura (gr. 80-100), questa pera ha forma rotondeggiante e appiattita, con  il peduncolo lungo e ricurvo.  La cavità calicina è piccola e poco profonda. La buccia molto spessa è ruvida al tatto,  con colore di base verde ma  con rugginosità diffusa che copre totalmente il frutto. La polpa è bianca e poco succosa, con media granulosità.
Viene raccolta in novembre, dopo le prime brinate,  può essere lasciata in fruttaio in mezzo alla paglia per la maturazione,  che in realtà consiste nella sovramaturazione o ammezzimento, quando cioè la polpa diventa marrone e morbida.
E’ un frutto molto rustico, per un consumo particolare, soprattutto da cottura e da conserva. Si mangia crudo solo se viene fatto ammezzire come le sorbe.
Il gusto di queste pere viene esaltato dalla cottura in un buon vino rosso, intere con la loro buccia, zucchero quanto basta e aromatizzate con cannella e chiodi di garofano.

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