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Cedro Mano di Buddha

vaso 22, h. cm. 60/80

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30,80 € (Prezzi Iva inclusa)

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
Scarica la nostra guida, ricca di consigli per la messa a dimora e gestione degli alberi da frutta!
Nota: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

Originario della Cina, Giappone e Indocina, ove è coltivato da moltissimi secoli a scopo religioso ed ornamentale.
Portamento piuttosto assurgente con spine corte, foglie di media grandezza, ellittiche con apice arrotondato di colore verde intenso.
Bocci di colore violaceo, fioriture principali in primavera ed autunno.
Produce caratteristici frutti gialli dalla buccia spessa, privi di polpa, con la parte apicale suddivisa in numerose sezioni fusiformi, appuntite, che ricordano l'aspetto delle dita della mano.

Il cedro appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie medica.
È un piccolo albero a lenta crescita, alto fino a 4 m, che può assumere un portamento arbustivo, con un tronco basso. I rami sono irregolari e presentano delle corte spine pungenti all’ascella della foglia, quelli giovani sono rossastri o violetti; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.
Le foglie sono sempreverdi, con un profumo simile al limone, lunghe fino a 20 cm, ovate-oblunghe o ovate-lanceolate, con un margine leggermente seghettato ed un peduncolo in genere non alato.. I fiori sono ermafroditi o maschili per l’aborto dell’ovario, bianchi con diverse tonalità a seconda delle cultivar, riuniti da 3 a 12 in infiorescenze terminali; i bozzoli fiorali sono di colore rosso-violaceo. Il cedro è una specie rifiorente, infatti la fioritura è continua, può essere primaverile (marzo-maggio) estiva (giugno) o tardiva (settembre); i frutti migliori sono quelli che maturano ad ottobre, ottenuti dall’antesi di giugno. Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, grosso 20-30 cm, oblunga o ovale, ruvida e piena di protuberanze, con un epicarpo verde che a maturazione vira al giallo pallido ed un mesocarpo bianco e molto spesso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. La polpa è costituita da 5-12 spicchi e contiene numerosi semi monoembrionici. La buccia rappresenta il 70 % del frutto.

Clima e terreno
Il cedro preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto agli altri agrumi è piuttosto sensibile al freddo, infatti può perdere le foglie in inverno. Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 23 a 25 °C e non inferiori ai 12 °C, mentre valori termici di 4 °C possono danneggiare la produzione. La pianta può essere esposta in pieno sole, però è meglio scegliere ambienti riparati nelle regioni a rischio gelate tardive e venti forti, altrimenti bisogna costituire dei ripari come palizzate in legno, siepi vive, o muri di cinta. Il cedro predilige i terreni sciolti, di medio impasto, argillosi, moderatamente calcarei, profondi, ricchi di sostanza organica, ben drenati e subacidi o neutri, rifugge i suoli compatti. È una specie originaria dell’Asia sud-orientale ed è coltivato nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente, in India, in Indonesia, in Australia, in Brasile e negli Stati Uniti; nel nostro Paese la sua coltivazione si concentra specialmente in provincia di Cosenza, nella fascia costiera tirrenica.

Tecniche di coltivazione
La propagazione del cedro avviene per via vegetativa, impiegando tecniche quali la talea e l’innesto, il portainnesto principalmente impiegato è l’arancio amaro.
La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura si effettua ogni anno, per attenuare l’alternanza di produzione, eliminando i rametti affastellati lasciando quelli ben distanziati, i succhioni, i rami secchi e malati. La concimazione viene eseguita durante l’autunno o a fine inverno col letame maturo. Il periodo estivo è caratterizzato dall’assenza delle precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione. La raccolta va effettuata in giorno pieno, le produzioni si aggirano intorno ai 200 q/ha; i frutti vengono utilizzati per la preparazione di canditi e di bevande.

Parassiti
I parassiti animali più pericolosi sono gli acari ragnetto rosso e delle meraviglie, quest’ultimo sembra causare la mutazione del frutto nella cultivar Mano di Buddha, gli insetti cocciniglia cotonosa, oziorrinco e tignola della zagara, che provoca la colatura dei fiori; tra i parassiti vegetali si ricordano i marciumi radicali che si instaurano in condizioni di ristagni idrici. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/cedro.asp

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Cedro Mano di Buddha http://www.vivaigabbianelli.it/2086-large/cedro-mano-di-buddha.jpg

Originario della Cina, Giappone e Indocina, ove è coltivato da moltissimi secoli a scopo religioso ed ornamentale.
Portamento piuttosto assurgente con spine corte, foglie di media grandezza, ellittiche con apice arrotondato di colore verde intenso.
Bocci di colore violaceo, fioriture principali in primavera ed autunno.
Produce caratteristici frutti gialli dalla buccia spessa, privi di polpa, con la parte apicale suddivisa in numerose sezioni fusiformi, appuntite, che ricordano l'aspetto delle dita della mano.

Il cedro appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie medica.
È un piccolo albero a lenta crescita, alto fino a 4 m, che può assumere un portamento arbustivo, con un tronco basso. I rami sono irregolari e presentano delle corte spine pungenti all’ascella della foglia, quelli giovani sono rossastri o violetti; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.
Le foglie sono sempreverdi, con un profumo simile al limone, lunghe fino a 20 cm, ovate-oblunghe o ovate-lanceolate, con un margine leggermente seghettato ed un peduncolo in genere non alato.. I fiori sono ermafroditi o maschili per l’aborto dell’ovario, bianchi con diverse tonalità a seconda delle cultivar, riuniti da 3 a 12 in infiorescenze terminali; i bozzoli fiorali sono di colore rosso-violaceo. Il cedro è una specie rifiorente, infatti la fioritura è continua, può essere primaverile (marzo-maggio) estiva (giugno) o tardiva (settembre); i frutti migliori sono quelli che maturano ad ottobre, ottenuti dall’antesi di giugno. Il frutto è una bacca, detta anche esperidio, grosso 20-30 cm, oblunga o ovale, ruvida e piena di protuberanze, con un epicarpo verde che a maturazione vira al giallo pallido ed un mesocarpo bianco e molto spesso; epicarpo e mesocarpo costituiscono la buccia. La polpa è costituita da 5-12 spicchi e contiene numerosi semi monoembrionici. La buccia rappresenta il 70 % del frutto.

Clima e terreno
Il cedro preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, rispetto agli altri agrumi è piuttosto sensibile al freddo, infatti può perdere le foglie in inverno. Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 23 a 25 °C e non inferiori ai 12 °C, mentre valori termici di 4 °C possono danneggiare la produzione. La pianta può essere esposta in pieno sole, però è meglio scegliere ambienti riparati nelle regioni a rischio gelate tardive e venti forti, altrimenti bisogna costituire dei ripari come palizzate in legno, siepi vive, o muri di cinta. Il cedro predilige i terreni sciolti, di medio impasto, argillosi, moderatamente calcarei, profondi, ricchi di sostanza organica, ben drenati e subacidi o neutri, rifugge i suoli compatti. È una specie originaria dell’Asia sud-orientale ed è coltivato nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente, in India, in Indonesia, in Australia, in Brasile e negli Stati Uniti; nel nostro Paese la sua coltivazione si concentra specialmente in provincia di Cosenza, nella fascia costiera tirrenica.

Tecniche di coltivazione
La propagazione del cedro avviene per via vegetativa, impiegando tecniche quali la talea e l’innesto, il portainnesto principalmente impiegato è l’arancio amaro.
La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. La potatura si effettua ogni anno, per attenuare l’alternanza di produzione, eliminando i rametti affastellati lasciando quelli ben distanziati, i succhioni, i rami secchi e malati. La concimazione viene eseguita durante l’autunno o a fine inverno col letame maturo. Il periodo estivo è caratterizzato dall’assenza delle precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione. La raccolta va effettuata in giorno pieno, le produzioni si aggirano intorno ai 200 q/ha; i frutti vengono utilizzati per la preparazione di canditi e di bevande.

Parassiti
I parassiti animali più pericolosi sono gli acari ragnetto rosso e delle meraviglie, quest’ultimo sembra causare la mutazione del frutto nella cultivar Mano di Buddha, gli insetti cocciniglia cotonosa, oziorrinco e tignola della zagara, che provoca la colatura dei fiori; tra i parassiti vegetali si ricordano i marciumi radicali che si instaurano in condizioni di ristagni idrici. Per contrastare insetti ed acari vengono fatti monitoraggi e campionamenti, al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/cedro.asp

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