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Chinotto (Citrus myrtifolia)

vaso 22, h. cm. 40/60

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Guida messa a dimora alberi da fruttaSchema piantagione alberi da fruttoPiantagione Piante da frutto
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Nota: L'aspetto della pianta inviata potrebbe leggerrmente differire rispetto alla foto campione pubblicata, sia per la stagionalità (presenza/assenza di foglie), sia perchè nel mondo vegetale ogni esemplare è ovviamente unico.

Originario della Cina meridionale, è conosciuto in Italia da molti secoli.
Era già presente nei giardini medicei nel XVI sec., lo troviamo citato da Agostino Del Riccio che nel 1595 scriveva: «l'arancio della China fa piante piccole come mortella spagnuola».
La pianta è di medio-piccole dimensioni, dal portamento cespuglioso compatto a crescita lenta, molto produttiva.
Si distingue fra tutti gli agrumi per le singolari foglie piccole, coriacee, appuntite, che ricordano quelle del mirto, chiamato anche mortella (Myrtus communis L.).
Rifiorente, con fioriture principali in primavera ed autunno, ha fiori piccoli, abbondanti, sia sui rami giovani che su quelli adulti, che danno origine ad un singolare contrasto di colore fra il verde intenso del fogliame ed il bianco del fiore, dal profumo soave e penetrante.
I frutti, molto ornamentali, persistono a lungo sulla pianta, sono piccoli, schiacciati ai poli, di colore arancione intenso a maturazione, solitamente disposti a grappoli e di sapore acido amarognolo.
I frutti si utilizzano anche per fare canditi e bibite dissetanti dal sapore leggermente amaro.
Questa pianta che ben si adatta alla coltivazione in vaso, è considerata dagli amanti del genere bonsai una delle specie di agrumi più interessanti, proprio per le sue caratteristiche di pianta quasi 'nana' a causa della sua lenta crescita.

Il chinotto appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie myrtifolia.
È un piccolo albero a lenta crescita, alto fino a 3 m, con rami fissi, compatti e privi di spine; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, piccole, strette, coriacee, ellittiche, appuntite e di color verde scuro; ricordano quelle del salice o del mirto.
I fiori sono piccoli, bianchi, sono riuniti in gruppi alle estremità dei rami, oppure sono solitari inseriti sul ramo all’ascella della foglia. Questo particolare rende la pianta molto piacevole a vedersi, per cui viene spesso coltivata in vaso come pianta ornamentale. I frutti sono delle piccole bacche, dette anche esperidi, riunite in grappoli, aventi le dimensioni di una grossa albicocca, sferiche ma schiacciate alle due estremità, con una buccia liscia, sottilissima, profumata e di color arancione a maturazione. La polpa è costituita da 8-10 spicchi, contiene un succo amaro ed acido e può essere apirene o contenere pochi piccoli semi. Gli esperidi possono aspettare a lungo sulla pianta prima di venir raccolti, sembra che i frutti del chinotto possano rimanere sul ramo fino a due anni.

Clima e terreno
Il chinotto preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, è sensibile ai freddi invernali ed alle escursioni termiche troppo elevate. Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C, mentre al di sotto dello zero la pianta rischia di morire. L’albero teme i forti venti, per cui in zone soggette a questi fenomeni è necessario adottare delle barriere frangivento, viene esposto in ambienti molto soleggiati. Il chinotto predilige i terreni sciolti, di medio impasto, fertili, profondi, ben drenati e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli troppo argillosi e compatti in quanto risulta sensibile all’asfissia radicale. È una specie originaria della Cina meridionale, ma è coltivata prevalentemente in Italia nella riviera ligure e nelle prime colline litoranee in provincia di Savona, in minor misura è presente in Calabria, Toscana, Sicilia e nella costa azzurra francese.

Tecniche di coltivazione
La lavorazione profonda del terreno è preceduta da una concimazione di fondo a base di letame maturo. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. L’entrata in produzione dell’albero avviene al 4°-5° anno dalla messa a dimora. La potatura si effettua ogni anno, in primavera, è piuttosto energica e consiste nell’eliminazione dei rametti affastellati in modo da lasciare quelli ben distanziati per favorire un buon arieggiamento della chioma, dei succhioni, dei rami secchi e malati. La concimazione viene eseguita durante l’inverno col letame maturo. Il periodo estivo è caratterizzato da poche precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione.

Raccolta ed utilizzo
La raccolta dei frutti è scalare: da metà settembre a tutto dicembre, cogliendo un terzo di frutti verdi e due terzi di frutti gialli ed aranciati. In media una pianta può dare, nel periodo medio di produttività, 400-500 frutti di dimensioni e grado di maturazione diversi. Commercialmente i frutti si classificano in regolari (da 18 g in su), medi (9-17 g), piccoli (meno di 9 g). L’impiego principale dei piccoli esperidi amari è per la preparazione della bevanda conosciuta come chinotto. Altri utilizzi consistono nella preparazione di canditi, liquori, marmellate e mostarde.

Parassiti
Il chinotto è una pianta soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa, per cui è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. Tra i parassiti animali si ricordano le cocciniglie, la tignola della zagara e l’acaro ragnetto rosso, in questi casi al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/chinotto.asp

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Chinotto (Citrus myrtifolia) http://www.vivaigabbianelli.it/2087-large/chinotto-citrus-myrtifolia.jpg

Originario della Cina meridionale, è conosciuto in Italia da molti secoli.
Era già presente nei giardini medicei nel XVI sec., lo troviamo citato da Agostino Del Riccio che nel 1595 scriveva: «l'arancio della China fa piante piccole come mortella spagnuola».
La pianta è di medio-piccole dimensioni, dal portamento cespuglioso compatto a crescita lenta, molto produttiva.
Si distingue fra tutti gli agrumi per le singolari foglie piccole, coriacee, appuntite, che ricordano quelle del mirto, chiamato anche mortella (Myrtus communis L.).
Rifiorente, con fioriture principali in primavera ed autunno, ha fiori piccoli, abbondanti, sia sui rami giovani che su quelli adulti, che danno origine ad un singolare contrasto di colore fra il verde intenso del fogliame ed il bianco del fiore, dal profumo soave e penetrante.
I frutti, molto ornamentali, persistono a lungo sulla pianta, sono piccoli, schiacciati ai poli, di colore arancione intenso a maturazione, solitamente disposti a grappoli e di sapore acido amarognolo.
I frutti si utilizzano anche per fare canditi e bibite dissetanti dal sapore leggermente amaro.
Questa pianta che ben si adatta alla coltivazione in vaso, è considerata dagli amanti del genere bonsai una delle specie di agrumi più interessanti, proprio per le sue caratteristiche di pianta quasi 'nana' a causa della sua lenta crescita.

Il chinotto appartiene alla famiglia delle Rutacee, al genere Citrus ed alla specie myrtifolia.
È un piccolo albero a lenta crescita, alto fino a 3 m, con rami fissi, compatti e privi di spine; le radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità. Le foglie sono sempreverdi, piccole, strette, coriacee, ellittiche, appuntite e di color verde scuro; ricordano quelle del salice o del mirto.
I fiori sono piccoli, bianchi, sono riuniti in gruppi alle estremità dei rami, oppure sono solitari inseriti sul ramo all’ascella della foglia. Questo particolare rende la pianta molto piacevole a vedersi, per cui viene spesso coltivata in vaso come pianta ornamentale. I frutti sono delle piccole bacche, dette anche esperidi, riunite in grappoli, aventi le dimensioni di una grossa albicocca, sferiche ma schiacciate alle due estremità, con una buccia liscia, sottilissima, profumata e di color arancione a maturazione. La polpa è costituita da 8-10 spicchi, contiene un succo amaro ed acido e può essere apirene o contenere pochi piccoli semi. Gli esperidi possono aspettare a lungo sulla pianta prima di venir raccolti, sembra che i frutti del chinotto possano rimanere sul ramo fino a due anni.

Clima e terreno
Il chinotto preferisce i climi temperati caldi e subtropicali, è sensibile ai freddi invernali ed alle escursioni termiche troppo elevate. Le temperature ottimali per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo variano da 22 a 32 °C, mentre al di sotto dello zero la pianta rischia di morire. L’albero teme i forti venti, per cui in zone soggette a questi fenomeni è necessario adottare delle barriere frangivento, viene esposto in ambienti molto soleggiati. Il chinotto predilige i terreni sciolti, di medio impasto, fertili, profondi, ben drenati e con un buon contenuto di sostanza organica, mentre rifugge i suoli troppo argillosi e compatti in quanto risulta sensibile all’asfissia radicale. È una specie originaria della Cina meridionale, ma è coltivata prevalentemente in Italia nella riviera ligure e nelle prime colline litoranee in provincia di Savona, in minor misura è presente in Calabria, Toscana, Sicilia e nella costa azzurra francese.

Tecniche di coltivazione
La lavorazione profonda del terreno è preceduta da una concimazione di fondo a base di letame maturo. La forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena, con le branche inserite sul fusto a 40-50 cm da terra. Questo sistema facilita le cure colturali come potatura e raccolta, protegge la pianta dall’elevata insolazione e dai venti forti, ostacola la crescita delle erbe infestanti intorno all’albero grazie all’ombreggiamento e favorisce una rapida entrata in produzione in quanto necessita di poche operazioni di potatura in fase d’allevamento. L’entrata in produzione dell’albero avviene al 4°-5° anno dalla messa a dimora. La potatura si effettua ogni anno, in primavera, è piuttosto energica e consiste nell’eliminazione dei rametti affastellati in modo da lasciare quelli ben distanziati per favorire un buon arieggiamento della chioma, dei succhioni, dei rami secchi e malati. La concimazione viene eseguita durante l’inverno col letame maturo. Il periodo estivo è caratterizzato da poche precipitazioni, per cui bisogna intervenire con l’irrigazione.

Raccolta ed utilizzo
La raccolta dei frutti è scalare: da metà settembre a tutto dicembre, cogliendo un terzo di frutti verdi e due terzi di frutti gialli ed aranciati. In media una pianta può dare, nel periodo medio di produttività, 400-500 frutti di dimensioni e grado di maturazione diversi. Commercialmente i frutti si classificano in regolari (da 18 g in su), medi (9-17 g), piccoli (meno di 9 g). L’impiego principale dei piccoli esperidi amari è per la preparazione della bevanda conosciuta come chinotto. Altri utilizzi consistono nella preparazione di canditi, liquori, marmellate e mostarde.

Parassiti
Il chinotto è una pianta soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi il più pericoloso è il mal secco, che provoca l’occlusione dei vasi interrompendo il trasporto della linfa, per cui è consigliabile proteggere le piante dalle avversità meteoriche come la grandine, eliminare i rami infetti ed eseguire trattamenti preventivi con fungicidi a base di rame. Tra i parassiti animali si ricordano le cocciniglie, la tignola della zagara e l’acaro ragnetto rosso, in questi casi al superamento delle soglie di intervento si possono effettuare trattamenti chimici, tenendo conto della presenza degli insetti utili.


Scheda tratta dal sito: http://www.giardinaggio.org/chinotto.asp

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